
Il 3 Ottobre 1990 il popolo tedesco e la Germania, a distanza di ben 45 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, riconquistano l’unità nazionale. Quel giorno i territori della Repubblica Democratica Tedesca (RDT, Deutsche Demokratische Republik o DDR), comunemente chiamata Germania Est e sotto lo stretto controllo dell’Unione Sovietica, vengono incorporati all’interno dell’allora Germania Ovest, denominata ufficialmente Repubblica Federale Tedesca (RFT, BundesRepublik Deutschland o BRD), per poi svilupparsi in cinque nuovi Länder (Stati Federati): Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia.
Lo Stato tedesco, così riunificato, mantiene il nome che era della Germania Ovest: Repubblica Federale Tedesca. Ai fini della riunificazione, passaggi fondamentali, sono stati la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) e l’entrata in vigore, il 1º luglio 1990, del Trattato sull’Unione Monetaria, Economica e Sociale (Währungs-, Wirtschafts- und Sozialunion). Dopo le prime elezioni libere nella Germania Est, tenutesi il 18 marzo 1990, i negoziati tra i due Stati culminano in un Trattato di Unificazione, mentre i negoziati tra le due Germanie e le quattro potenze occupanti (Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Unione Sovietica) stilano il cosiddetto Trattato due più quattro, al fine di garantire la piena indipendenza a uno Stato tedesco riunificato.
La Germania unita diventa un Paese membro delle Comunità Europee (e poi dell’Unione Europea) e della NATO. Legalmente non si è trattato di una riunificazione tra i due Stati tedeschi, ma dell’annessione da parte della Germania Ovest dei cinque Länder della Germania Est e di Berlino Est, in maniera tale da evitare la creazione di una nuova costituzione e la sottoscrizione di nuovi trattati internazionali.


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