Eludendo la sorveglianza, Laslo Toht, un geologo australiano di origini ungheresi con gravi problemi mentali, al grido di “I am Jesus Christ, risen from the dead! – Io sono Gesù Cristo risorto dalla morte”, infligge quindici martellate alla Pietà di Michelangelo custodita nella Basilica di San Pietro in Vaticano.
Bastano pochi secondi per danneggiare gravemente l’opera d’arte, oltre 50 i frammenti staccati. La Vergine è la più danneggiata: il braccio spaccato, il naso quasi totalmente distrutto, il gomito frantumato come anche le palpebre. Antonio Maria Montini, Papa Paolo VI, interpreta il gesto come l’assedio di Satana alla Chiesa cattolica, un presagio di sventura per le sorti della Chiesa.


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