
Il 1° Maggio 1947, a Portella della Ginestra, si consumò la prima strage dell’Italia Repubblicana. Circa 2.000 lavoratori, in prevalenza agricoltori provenienti da San Cipirello, Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato, tre Comuni della provincia di Palermo, si radunarono nella vallata circoscritta dai monti Kumeta e Pelavet, per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione delle terre incolte e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo alle recenti elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 Aprile di quell’anno e nelle quali la coalizione PSI – PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).
All’improvviso dal monte Pelavet, sulla folla in festa partirono numerose raffiche di mitra, che si protrassero per circa un quarto d’ora e lasciarono sul terreno 11 morti (nove adulti e due bambini) e 27 feriti, alcuni dei quali morirono in seguito per le ferite riportate.
Il ministro dell’Interno Mario Scelba dichiarò che non si era trattato di un delitto politico. Solo quattro mesi più tardi, si seppe che a sparare era stata la banda di Salvatore Giuliano, il quale in una lettera del 1949, indirizzata ai giornali e alla polizia, rivendicò il movente politico. Il 7 Ottobre 1948 la sezione istruttoria della Corte d’Appello di Palermo rinviò a giudizio Giuliano e gli altri membri della banda. La Corte di Cassazione, per legittima suspicione, stabilì che il processo spettava alla Corte d’Assise di Viterbo che il 3 Maggio 1952 condannò all’ergastolo 12 imputati. Giuliano era stato assassinato il 5 Luglio del 1950. Non vennero individuati i mandanti della strage e si escluse il movente politico.
Il processo di secondo grado, celebrato presso la Corte d’Assise d’Appello di Roma, il 10 Agosto 1956 confermò alcune condanne ed assolse altri imputati per insufficienza di prove. Il 14 Maggio 1960, la Cassazione rese definitiva la sentenza.
* Queste le undici vittime, così come riportate dalla pietra incisa posta sul luogo del massacro:
- Margherita Clesceri (minoranza albanese)
- Giorgio Cusenza (min. albanese)
- Giovanni Megna (min. albanese, 18 anni)
- Francesco Vicari (min. albanese)
- Vito Allotta (min. albanese, 19 anni)
- Serafino Lascari (min. albanese, 15 anni)
- Filippo Di Salvo (min. albanese, 48 anni)
- Giuseppe Di Maggio (13 anni)
- Castrense Intravaia (18 anni)
- Giovanni Grifò (12 anni)
- Vincenza La Fata (8 anni)



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