Di Gianfrancesco Coppo e Lara Vanni
Ho ucciso decine di persone, forse poco meno di cento, ho smesso di contarle dopo la ventiduesima.
Queste scioccanti parole vengono pronunciate da una ragazza di 19 anni, una giovane come tante, ma che a soli 12 anni entra a far parte di una setta satanica. Stiamo parlando di Miranda Barbour, spietata serial killer americana arrestata nel febbraio del 2014.
Miranda dichiara di aver subito abusi sessuali all’età di 4 anni da parte di uno zio, circostanza confermata in seguito da sua madre. Per questi abusi, l’uomo sconta 14 anni di carcere. La sua “carriera” criminale comincia a soli 12 anni: la giovane scappa dalla sua casa di Anchorage, in Alaska, per seguire il culto di Satana presso una setta.
Lei stessa racconta di aver fatto anche la prostituta durante la permanenza nella setta satanica e, dopo essere rimasta incinta, di essere stata costretta ad abortire. Durante la sua iniziazione, a 13 anni, compie il suo primo omicidio con l’aiuto del leader della setta, che porta la bambina con sé per uccidere una persona che gli doveva dei soldi affidandole il compito di portare a termine l’esecuzione.
“Mi ha detto che toccava a me sparargli” dichiara la giovane durante un’intervista rilasciata al giornale Daily Item, continuando: “Io odio le pistole. Non le uso. Non riuscivo a farlo, quindi lui ha preso le mie mani nelle sue e abbiamo premuto insieme il grilletto. E da allora ho continuato ad uccidere”.
Da questo primo delitto, infatti, non si ferma più. Commette atroci omicidi con lo pseudonimo di Super Miranda seminando, in sei anni, la morte in Pennsylvania, Nord Carolina, Texas e California. La donna rivela di aver sempre seguito l’esempio di un noto personaggio televisivo, Dexter, uccidendo persone “cattive” come pedofili, usurai e altri criminali, o quelle persone che dovevano essere eliminate su richiesta di Satana stesso:
Non ho mai ucciso a caso, ma ho sempre ucciso persone cattive. Quando scoprivo che erano cattive per me non c’era più ragione che stessero ancora qui tra noi.
Il 22 ottobre 2011 Miranda sposa Elytte, un ragazzo di 22 anni con cui condivide l’ossessione per le armi e per la morte: insieme a lui, viene arrestata nel febbraio del 2014 dopo l’ultimo fatto di sangue.
Molte vittime vengono“selezionate” e adescate dalla ragazza attraverso Craigslist, un sito specializzato in compravendita online, annunci di lavoro e di altro genere: la ragazza utilizza il sito per offrire “compagnia” in cambio di soldi. Il giovane marito dichiara di non essere stato geloso di questa professione poiché convinto che la moglie non fosse una prostituta, ma che incontrasse i clienti solo per chiacchierare e consolarli.
Nel novembre 2013 la ragazza attira nella sua trappola Troy LaFerrara, 42 anni. Spacciandosi per una sedicenne, gli offre una prestazione sessuale in cambio di 100 dollari. LaFerrara viene ucciso per aver accettato l’offerta dicendo “Ok, ci sto” dando, secondo Miranda, la risposta sbagliata. L’11 novembre 2013, arrivato all’appuntamento presso un centro commerciale, accoglie la giovane nella sua auto, ma non sospetta neanche che quelli saranno i suoi ultimi istanti di vita: l’uomo viene strangolato e accoltellato circa 20 volte dai coniugi Barbour. I due abbandonano il corpo in un vicolo della città di Sunbury, dove verrà rinvenuto da un passante la mattina successiva.
Dopo l’omicidio, la coppia di assassini va a festeggiare in uno strip club della zona, dato che ricorrono il compleanno di Elytte e la terza settimana di matrimonio. Altre due persone hanno risposto all’annuncio, ma per loro fortuna non si sono presentate all’appuntamento salvandosi così da quella follia omicida.
Nessuno pensa che possa essere stata la coppia ad uccidere LaFerrara, ma gli inquirenti scoprono che l’ultima chiamata partita dal cellulare della vittima era diretta proprio alla ragazza, subito prima dell’appuntamento. In principio Miranda sostiene la tesi della legittima difesa: l’uomo avrebbe tentato di toccarla. Poi, durante l’interrogatorio del marito, emerge una storia del tutto diversa: la coppia desiderava uccidere uno sconosciuto per divertirsi.
Alla fine anche Miranda ammette il delitto e decide di collaborare con gli inquirenti, terrorizzata dalla pena di morte: confessa i reati di omicidio, rapina, aggressione aggravata e possesso dell’arma del delitto in cambio della pena dell’ergastolo per entrambi. La diciannovenne ci tiene a parlare, in particolare dell’arma del delitto:
È lo stesso coltello che ho usato altre volte, ricordo tutto di quel che è successo.
Quel coltello, confessa, è stato utilizzato per infierire sui corpi delle vittime e su di esso, dopo ogni omicidio, veniva apposta una tacca. Inoltre, è disposta a mostrare anche i luoghi in cui ha nascosto i cadaveri, o meglio, come lei stessa sottolinea, le parti dei cadaveri. Dichiara, infatti, agli agenti dell’FBI, di “aver scaricato” alcune parti dei corpi a Big Lake, in Alaska, a Messico Beach, in Florida, e nei pressi di Raleigh nella Carolina del Nord. Svela anche tutti i luoghi in cui sarebbero avvenute le orge di carattere satanico della setta di appartenenza, alle quali lei stessa avrebbe partecipato.
Mentre racconta queste follie, la giovane dimostra di non avere alcun rimorso per ciò che ha commesso perché tutte le persone che ha ucciso erano persone cattive.
Vi prego, non condannatemi a morte: sarebbe una punizione crudele ed inumana.
Questo l’appello della giovane rivolto alle autorità. L’epilogo di questa storia di sangue e delitti efferati si ha il 18 settembre 2014, quando la sentenza del tribunale dichiara i due assassini colpevoli per la morte di Troy LaFerrara e li condanna all’ergastolo. Dal carcere di Sunbury, la giovane chiede di rimanere in prigione, di non uscirne mai più, perché:
Se ciò accadesse, ricomincerei ad uccidere.
Gli inquirenti ad oggi non sono sicuri della veridicità di tutto ciò che Miranda ha raccontato. La madre sostiene l’esistenza di un diario nel quale sarebbero raccontati, con dovizia di particolari, tutti gli omicidi presumibilmente commessi, ma al contempo non crede che quel diario riporti fatti rispondenti a verità. Il padre di Miranda ritiene che la figlia sia una visionaria, una manipolatrice molto abile. Polizia ed FBI continuano le indagini.




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