
Di Lara Vanni
Il mondo saprà chi ero realmente e cosa facevo (…) Io sono spaventato, solo, confuso e la mia reazione è colpire la fonte percepita della mia sofferenza: la società. La mia intenzione è di danneggiare la società il più possibile e poi morire.
Joseph E. Duncan III cura un blog che si chiama Fifth Nail (il Quinto Chiodo): secondo la tradizione, oltre ai quattro chiodi usati per crocifiggere Gesù Cristo, vi sarebbe stato un quinto chiodo portato via dai romani. Joseph racconta, giorno per giorno, ciò che accade nella sua vita e spesso racconta ogni singolo pensiero.
Ma chi è Joseph E. Duncan III?
Nasce a Tacoma (Stato di Washington) nel 1963. Già dalla prima adolescenza comincia a manifestare problemi psichici fino ad arrivare, all’età di 15 anni, a essere condannato a 20 anni di prigione per abusi sessuali su di un bambino di 9 anni, sotto la minaccia di una pistola. Rinchiuso nel carcere minorile Dyslin Boys Ranch di Tacoma, confessa al suo terapeuta di aver già commesso 13 stupri nell’arco di un anno.
Rilasciato nel 1994, deve scontare i restanti sei anni in libertà vigilata, ma si dimostra essere un criminale sadico e dalla mente contorta. Il 31 Marzo 1997 viene trovato in spiaggia il cadavere di Deborah Palmer, 7 anni, uccisa cinque giorni prima.
Il 4 Aprile 1997 rapisce, violenta e uccide tre bambini: Anthony Martinez (10 anni), Carmen Gubias (9 anni) e SummieJo White (11 anni). I loro cadaveri vengono rinvenuti il 19 aprile, ma non vi sono prove nei suoi confronti. Torna in prigione nel 1997, dopo essere stato trovato positivo ai test relativi a diverse sostanze stupefacenti e in possesso di un’arma da fuoco. Inoltre, non si era registrato come sex offender nella sua città, reato grave negli Stati Uniti e previsto dalla Megan’s Law.
Nel 2000 torna in libertà tentando di rifarsi una vita e, dopo aver frequentato un corso di informatica, apre un blog dove scrive i propri pensieri e gli episodi quotidiani della sua vita. Spesso si lamenta di come negli Stati Uniti i Sex Offender vengano segnalati dalla polizia tramite la pubblicazione online di foto e nomi, in modo tale che, se le persone hanno dei sospetti sui propri vicini, possano verificare su questi siti pubblici.
Joseph sostiene che i Sex Offender come lui non siano veri e propri criminali e che la società non capisce ciò che prova, limitandosi ai giudizi negativi. In pratica ogni scritto da lui pubblicato cerca delle giustificazioni alle sue perversioni, sentendosi addirittura una vittima ed un perseguitato. In altri post parla della sua esperienza in galera sostenendo di aver conosciuto un molestatore di bambine, che definisce come “ratto spifferatore”, dimostrandosi disgustato dal suo comportamento. Probabilmente parla di se stesso cercando di combattere i suoi istinti, condannandoli. Ogni giorno afferma di essere combattuto tra Dio e Satana e che il suo passato continua a tormentarlo e a riaffiorare.
Chiesi aiuto a Dio per sconfiggere i demoni, l’altra sera mi misi in ginocchio implorandolo, piangendo disperatamente cercando il suo aiuto. Ma non ricevetti risposta. Mi sento spaventato, solo e confuso…i demoni mi hanno preso.
(Post dell’11 Maggio 2005)
Cinque giorni dopo queste parole, il 16 Maggio 2005, vengono ritrovati i corpi senza vita di Brenda Groene, del suo fidanzato Mark McKenzie e del figlio della coppia Slade Groene di soli 13 anni, tutti massacrati a colpi di martello nella loro abitazione, dopo essere stati legati con del nastro adesivo. Un vicino di casa della famiglia trova l’abitazione completamente sporca di sangue e i cadaveri barbaramente trucidati. L’autopsia rivela che la morte è stata causata da estese fratture craniche e danni al cervello. Indagini successive portano alla scoperta di un altro cadavere, quello di Dylan Groene, 9 anni: il piccolo è stato seviziato e brutalmente ucciso. L’altra figlia di Brenda, Shasta Groene, 8 anni, è stata rapita e portata via dal maniaco.
L’uomo viene arrestato il 2 Luglio 2005 mentre si trova all’interno di una tavola calda in compagnia della piccola Shasta, incastrato dalle telecamere a circuito chiuso del locale. Viene ospitato in una cella del braccio della morte di una prigione federale della California: il processo comincia il 17 Gennaio 2006. In totale gli vengono imputati 7 omicidi, con l’aggravante di abusi sessuali.





Per me e ‘ gia’ morto da bambino.