
Un social network dove condividere il proprio dolore, nello specifico la perdita di una persona cara. Insieme si vedono video, foto, si può piangere, ridere, o semplicemente parlare di quello che si prova, e credere qualche volta che quella persona possa essere ancora viva. Tuttavia, come vi sentireste se una sera vi arrivasse un messaggio proprio della persona defunta?
È quello che succede a Elisa. Suo figlio Marco, venti anni, ha perso la vita in un incidente, ed è proprio per sentirlo ancora vicino che sua madre, seguendo il consiglio di un’amica, si è iscritta a Still Alive. Ma una sera riceve un suo messaggio, le dice che le manca e che tornerà presto. Uno scherzo di cattivo gusto?
Elisa questo non lo sa e nemmeno si illude che l’autore possa essere Marco, ma il dubbio resta e potrebbe esserci una ragione. La morte di suo figlio, avvenuta durante una gita in barca con altri amici, ha troppi punti non chiariti. Una tempesta improvvisa, lui e un suo amico cadono in acqua e il proprietario della barca resta l’unico sopravvissuto.
Cosa è successo quella notte? Elisa ha mille dubbi e non ha un corpo su cui piangere. Il cadavere di Marco, probabilmente trasportato dalla corrente, non è stato ritrovato. È così che comincia la sua personale ricerca della verità in un cammino che la condurrà verso una clamorosa scoperta.
“Still Alive” è un racconto autoconclusivo, pubblicato su una pagina Facebook dedicata ai thriller e che pian piano, attraverso le condivisioni dei lettori, si sta diffondendo. La storia è interessante, con i giusti ritmi e il classico colpo di scena, non scontato. Lo stile è asciutto, senza fronzoli e il ritmo è serrato. Spinge il lettore a non fermarsi e a procedere d’un fiato fino alla fine. Se sviluppato potrebbe diventare anche un interessante libro.


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