Stealthing: sesso, tra consenso e abuso

Di Vanda Pennini 


In seguito ad una serie crescente di segnalazioni, di recente nei Paesi occidentali è emersa una pratica sessuale davvero allarmante, molto vicina all'abuso e allo stupro. Si tratta dello Stealthing (letteralmente "farlo di nascosto"), ovvero l’azione di un uomo che, durante il rapporto sessuale, si sfila il preservativo senza chiedere esplicitamente il permesso al partner.

L’analisi di questo preoccupante fenomeno parte da uno studio del 2013, taciuto per anni, della giornalista Alexandra Brodsky del National Women’s Law Center dopo essersi resa conto di quante amiche erano state violentate in questo modo.

Nel suo studio, la Brodsky spiega la subdola violenza sessuale che quelle donne sono state costrette a subire inconsciamente e tutte le conseguenze psicologiche ed emotive che ne derivano. Nell'approfondire la questione è emersa, per di più, la presenza di vere e proprie comunità online nate per difendere tale pratica come un diritto del maschio, ovvero il diritto di ogni uomo a "diffondere il suo seme",  a prescindere dal tipo di rapporto, gay o etero. Come se non bastasse, nello studio si parla anche di forum in cui alcuni uomini "insegnano" ad altri le migliori pratiche di Stealthing, offrendo sostegno e consigli per rimuovere il preservativo durante il sesso in modo non consensuale.

La sessuologa Tracey Cox, a proposito di tale fenomeno, ha spiegato che:

"nel compiere un simile gesto,  gli uomini cercano di esercitare la propria supremazia attraverso una reale forma di violenza, ancora poco conosciuta dalle partner."

Per tali ragioni, la pratica dello Stealthing è di per sé illegale: essa, infatti,  non solo consiste in un atto pericoloso sotto numerosi punti di vista come il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, ma anche e soprattutto in una violazione assoluta che costituisce appunto un vero e proprio abuso. Tuttavia, la mancanza di un approfondimento sul tema ha lasciato che le donne vittime di questa pratica restassero incerte sul da farsi e spesso non in grado di capire che, sebbene consenzienti all'atto sessuale, se costrette a fare qualcosa contro la propria volontà (come il sesso non protetto), diventano oggetto di una forma di violenza.

In alcune legislazioni sono già stati presi provvedimenti nei confronti di chi ha esercitato questa pratica ed è stato denunciato, come nel caso di un quarantasettenne che in Svizzera è stato condannato per stupro, dopo aver rimosso il preservativo durante un rapporto sessuale senza il consenso della donna partner.

Lo stesso Criminal Prosecution Service del Regno Unito definisce il consenso – che rappresenta il discrimine tra stupro e sesso consensuale – nella sezione 74 del "Sexual Offences Act 2003", come una condizione in cui i partecipanti devono essere nella "posizione di prendere questa decisione liberamente" ed "il nodo fondamentale è se il querelante aderisce all'attività sessuale per sua scelta".

Infine, sebbene lo Stealthing sia tendenzialmente una pratica maschile, non sono mancate alcune testimonianze che riportano lo stesso agire al femminile, attraverso il danneggiamento del profilattico, nel tentativo di farsi mettere incinta con l'inganno.

In effetti, in entrambi i casi, ogni atto che viene “fatto di nascosto”, senza cioè il consenso del partner è inevitabilmente un atto di violazione della volontà altrui, per cui denunciabile e condannabile.


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