Crisi di Sigonella, caso diplomatico che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra Italia e USA

Di Francesco Stancapiano

 

E' lunedì 7 Ottobre 1985. La nave da crociera Achille Lauro, con 545 persone a bordo, viene sequestrata da un commando di terroristi palestinesi: quattro balordi, sfuggiti al controllo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, decisi a ottenere da Israele il rilascio di 50 prigionieri nelle carceri dei territori occupati.

In caso contrario, minacciano di far saltare la nave. Durante le operazioni di assalto, perde la vita un solo passeggero: un cittadino americano paraplegico gettato in mare con tutta la sedia a rotelle.

La nave è italiana, la maggioranza dei passeggeri anche. Il capo del Governo, Bettino Craxi, si rifiuta di optare per un intervento militare e sceglie la via diplomatica, contattando il rais palestinese Yasser Arafat. Le contrattazioni hanno esito positivo, così viene inviato un emissario del Fronte della Liberazione della Palestina, Abu Abbass, che in passato ha capeggiato la cellula terroristica che ha preso in ostaggio la nave da crociera.

Sono ore concitate, nella notte di susseguono telefonate tra il Ministro degli Esteri, Giulio Andreotti, e il Ministro della Difesa, Giovanni Spadolini. Il Primo Ministro italiano, teso come una corda, ottiene il rilascio della nave Achille Lauro e dei suoi 200 passeggeri, “garantendo” ai terroristi il rientro in patria. La situazione sembrerebbe risolta nel migliore dei modi. La vera intenzione del Premier è quella di processare i terroristi a Roma, su suolo Italiano.

Il Presidente Ronald Reagan, però, viene a conoscenza dell’assassinio di un cittadino americano. La sua reazione è furibonda ed immediata: mentre è in volo da Chicago a Washington, decide di accogliere la proposta del Consiglio di Sicurezza, disponendo unilateralmente di intercettare l’aereo egiziano. Dalla portaerei USS Saratoga, in navigazione nel Mediterraneo, decollano quattro F-14 Tomcat che affiancano l’aereo poco sopra Malta.

Alle 23.50 del 10 Ottobre, la Casa Bianca chiama il premier Bettino Craxi e annuncia: il Boeing dell’EgyptAir, con a bordo i dirottatori e Abu Abbas, è stato intercettato da quattro caccia F-14 e obbligato a dirigersi verso l’Italia. Di lì a pochi minuti tutti i velivoli saranno alla base aerea di Sigonella.

L’America vuole tutto e subito: la consegna degli assassini e dei mediatori palestinesi per trasferirli immediatamente negli USA. Opposta la linea di Bettino Craxi: i sequestratori hanno colpito una nave italiana in acque internazionali, dunque devono essere processati a Roma e non negli Stati Uniti. Inoltre Abu Abbas è un mediatore e non un complice, anche se il commando appartiene alla sua fazione.

Inizia un estenuante braccio di ferro. L'ambasciatore americano in Italia, Maxwell Milton Rabb, manifesta tutto il suo “stupore” al Presidente Craxi e il suo disappunto per l’ingerenza italiana in un caso chiaramente di competenza statunitense. Il Premier italiano non è disposto a cedere  e decide di non ricevere più Rabb, suggerendo di non “tirare troppo la corda”.

Si verifica il surreale. Il Boeing egiziano atterra a Sigonella e viene subito accerchiato da 20 carabinieri e 30 avieri armati del VAM che, a loro volta, vengono accerchiati dagli uomini delle forze d’assalto della Delta Force del generale Carl Steiner in precedenza atterrati con due Lockheed C-141 Starlifter dei Navy SEALs. Ma non finisce qui: i militari americani vengono anch'essi circondati da altri carabinieri, arrivati nel frattempo dalle caserme di Catania e Siracusa. Tutti pronti a far fuoco.

La situazione è tesissima: Craxi si rifiuta di consegnare il commando terroristico e impone un incontro a due con il Presidente Reagan. Alla fine il Presidente USA cede. La notte dell'11 Ottobre 1985, il commando terroristico viene trasferito a Ciampino e consegnato alle autorità italiane.

Nasce così la lettera di Reagan che comincia con le parole «Dear Bettino», piena di riconoscimenti per l’alleato italiano e per l’equivoco di Sigonella, che non deve assolutamente pregiudicare i rapporti di amicizia tra i due Paesi. Il 24 Ottobre, Bettino Craxi viene accolto trionfalmente a Washington.

Americani e italiani sono increduli: nessuno avrebbe mai creduto che il proverbiale cattivo carattere del Presidente socialista sarebbe riuscito a piegare la durezza della reazione americana.

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