Adolescenti aggressivi: il fenomeno delle Baby gang

Di Lara Vanni

 

L’aggressività è un comportamento con cui, intenzionalmente, si causano danni ad altre persone, oggetti o animali. I comportamenti aggressivi maggiormente messi in atto dagli adolescenti comprendono gli atti contro la proprietà (furto, vandalismo, incendi, ecc.) e quelli di oppositività (eccessi di collera, disubbidienza, comportamenti di tipo provocatorio, ecc.) sia a casa che a scuola.

Il concetto di devianza, a sua volta, comprende tutti quei comportamenti che implicano un allontanamento ed una conseguente violazione dalle norme socialmente accettate: si tratta di tutte quelle forme di disadattamento e di trasgressione mediante la messa in atto di condotte che infrangono le regole. Durante l’adolescenza, questi comportamenti hanno modalità che si differenziano a seconda della persistenza e della gravità, ovvero si va dalla semplice oppositività ai reati veri e propri, spesso accompagnati dal consumo di alcool e droga.

Molto frequente è la formazione di Baby gang, ovvero l’aggregazione di più minori guidati quasi sempre da un leader coetaneo, ma anche maggiorenne, al fine di compiere atti illegali. Sono gruppi che hanno finalità distruttive o violente, di cui una delle caratteristiche principali è lo scarico di responsabilità degli atti posti in essere tra i componenti del gruppo: in questo modo i giovani che ne fanno parte non hanno l’esatta percezione di ciò che commettono.

La struttura delle baby gang è molto più articolata di quella dei normali gruppi di adolescenti, sono caratterizzate da forte solidarietà e fedeltà tra i vari membri, nonché da grande omertà. In questi contesti l’identità del singolo componente viene meno e, talvolta, è necessario superare delle prove d’ingresso per poterne fare parte: nella maggior parte dei casi, queste prove consistono in condotte devianti. In questi gruppi viene data molta rilevanza alla forza fisica, e le condotte delinquenziali di frequente vengono condivise in rete, in modo da ottenere approvazione, ammirazione e supporto, ma anche per sfidare le autorità. Più precoce sarà l’età di questa tipologia di condotte devianti, più probabile sarà il rischio di sviluppare disturbi del comportamento conclamati in età successive e personalità antisociali [1].

Alcuni recenti episodi di criminalità non hanno niente a che vedere con le organizzazioni di stampo mafioso, in quanto alcuni furti e rapine sarebbero riconducibili a gruppi giovanili. Alcuni di questi atti sono dovuti ad un crescente disagio adolescenziale: talvolta si tratta di giovani che hanno abbandonato il percorso scolastico o, se non lo hanno ancora fatto, hanno un basso rendimento.

In altri casi, certi comportamenti devianti non hanno nemmeno un motivo apparente, ma sembra che possano essere ricondotti solo a divertimento, noia e, quindi, a futili motivi. Inoltre, alcuni episodi di criminalità minorile non vedono nemmeno come protagonisti giovani “disagiati”, provenienti da famiglie indigenti o appartenenti a contesti sociali a rischio, ma sono adolescenti di buona famiglia, che frequentano normalmente la scuola e ai quali, apparentemente, non manca niente. Si tratta di giovani che non hanno alcun precedente penale, inseriti ed integrati perfettamente nel tessuto sociale di riferimento, con soldi regolarmente elargiti dai genitori e tecnologia avanzata sempre a portata di mano. Sono ragazzi che hanno una spiccata sensazione di onnipotenza e non accettano alcuna forma di rifiuto. In questi agiti, non è esclusa la presenza di componenti femminili.

Questo fenomeno è dovuto anche al fatto che alcuni genitori “comprano” la tranquillità dei figli con oggetti di valore e “paghette” molto alte, spesso incapaci di educare per mancanza di tempo, anaffettivi perché assorbiti dalle mille attività quotidiane, delegando la crescita dei figli ad altre persone o a computer e televisione. In questo modo vengono a mancare le fondamentali regole e, di conseguenza, i valori. Si rischia di sviluppare una percezione errata dei rischi e dei pericoli per se stessi e per gli altri.

Purtroppo, nel momento in cui i genitori rinunciano all'autorevolezza del proprio ruolo per non essere "odiati" dai figli e mantenere solo in apparenza pace ed unità nelle famiglie, cresce la percezione di onnipotenza degli adolescenti che arrivano a pensare di avere il permesso di fare tutto “perché tanto, poi, ci pensano mamma e papà”.

Molti comportamenti devianti da parte degli adolescenti sono osservabili anche all'interno del contesto scolastico, dove alcuni giovani mancano di rispetto agli insegnanti o agli operatori, sentendosi legittimati a fare di tutto.

Le giovani, da parte loro, per ottenere ciò che vogliono, talvolta, arrivano anche a prostituirsi, in cambio di regali come ricariche telefoniche o vestiti firmati: vittime del benessere, dell’individualismo e dell’egoismo, sono per lo più ragazze insicure e fragili, legate alla popolarità ed alla visibilità.

Molti reati commessi dagli adolescenti sono legati ad un uso distorto della tecnologia. Non è escluso, ad esempio, che anche nelle relazioni di coppia si possano verificare casi di stalking e quindi di gelosia patologica che diventano controllo vero e proprio, trasformandosi poi in insulti, offese e minacce: in pratica la base per future violenze intrafamiliari.

Altra tipologia di reati, che approfondiremo successivamente, sono quelli contro la persona. Episodi di questo genere esistono da sempre, ma negli ultimi anni pare siano aumentati per la frequente divulgazione dei media, che produce l’effetto di amplificazione del fenomeno. Gli adolescenti apprendono le nozioni legislative fondamentali (non esaustive) da internet: al di sotto di una determinata età (14 anni) non si è imputabili, non si va in carcere se minorenni. E, per questo, non si preoccupano delle conseguenze delle proprie azioni. Si tratta di una delinquenza rafforzata dalla presenza nel gruppo di alcuni componenti devianti, trascinatori, forse manipolatori e, magari, da un ambiente sociale che non censura determinati comportamenti o che li minimizza declassandoli a “ragazzate”.

Inoltre altra categoria di reati perpetrabili dai giovanissimi, che poi sono anche i più comuni, sono quelli contro il patrimonio, come ad esempio gli atti vandalici o la piromania.

© Riproduzione riservata

 

[1] Atti del Convegno “Supereroi fragili. Adolescenti a scuola tra vecchi e nuovi disagi” – Rimini 24 e 25 ottobre 2014

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