Omicidio Katia Tondi, udienza drammatica in Corte di Assise

Dall'inviato Ferdinando Terlizzi


Ancora una drammatica e movimentata udienza, pregna di colpi di scena, quella di lunedì in Corte di Assise (Presidente, Giovanna Napoletana; Giudice a latere Alessandro De Santis; Pubblico ministero Domenico Musto) per il processo a carico di Emilio Lavoretano, accusato a piede libero di essere l’assassino della moglie Katia Tondi, trovata esanime nel luglio del 2013, nel borgo di San Tammaro.

Un vero colpo di scena è stato rappresentato dal deposito della perizia dell'Ing. Roberto Porto (perito nominato dalla Corte) per sbrigliare la matassa ingarbugliata delle famigerate telefonate fatte dal Lavoretano a 113 e 118 nell'attimo in cui rinvenne la moglie morta nel corridoio della sua abitazione.

La telefonata è stata riascoltata in aula, ma già il perito aveva avvertito che tecnicamente non era la stessa cosa che ascoltarla in cuffia o con gli apparati che esistono nel suo laboratorio. La circostanza della assenza assoluta della frase incriminata, “Sono stato io ad ucciderla”, è stata anche convalidata dalla perizia del consulente della difesa, Ing. Pietro Izzo, nominato a suo tempo dall'avvocato Natalina Mastellone, il quale ha depositato il responso degli spettrogrammi, ipotizzando una sovrapposizione delle parole

A questo punto, però, il processo mediatico e la relativa condanna di Emilio Lavoretano è capovolto.

Come tutti sappiamo, l'ora della morte è il punto dolente del processo. Anche la privata accusa, a mezzo dell’avvocato Gianluca Giordano, che rappresenta Carlo Tondi e Assunta Giordano, i genitori della povera Katia, non è d’accordo sull'ora del delitto. Ma l’enigma potrebbe essere sciolto con la superperizia del professore Tarsitano.

Di seguito alcuni passaggi delle due telefonate, ascoltate in aula. Sono attimi drammatici. Il pianto, le implorazioni, le esortazioni a caldo, con la cosiddetta “pistola fumante” (metaforicamente) in mano ad Emilio Lavoretano – secondo il mio punto di vista – rappresentano la sua totale innocenza dall'orrendo delitto.

L’udienza è stata aggiornata al  20 maggio per l’audizione dei testimoni della difesa, ma si tratta di tecnici. Di seguito i passi drammatici delle due telefonate:

TELEFONATA AL 113

O. = OPERATORE 118

L. = “LAVORETANO EMILIO”

O.  \ Pronto?

L.  \ E, buonasera, un’ambulanza subito - piange - al Parco Laurus,

a San Tammaro

O.  \ Da quale città mi chiama?

L.  \ San Tammaro, San Tammaro

O.  \ San Tammaro, vicino Ca... vicino Santa Maria?

L.  \ Sì; venite... sì, sì

O.  \ E che è successo?

L.  \ Non lo so, ora sono entrato, c’è mia moglie a terra - piange -

O.  \ E in che via state?

L.  \ Al Parco Laurus, al Parco Laurus, a San Tammaro, Parco Laurus...

O.  \ Parco Laurus, vicino... in che via è?

L.  \ Strada Provinciale per Curti

O.  \ Strada Provinciale per Curti... mi dice il civico?

L.  \ Non lo so, non lo so il civico, non lo so; per piacere, venite qua, per piacere – piange –

O.  \ Ma respira?

L.  \ Ma non lo so, sta a terra, è nera, nera, non lo so, venite, per piacere

O.  \ Okay, dai... passatemi qualche altra persona, dai... sta arrivando l’ambulanza, fra poco vi richiamo io, fatelo per quella là

L.  \ Fate presto, fate presto.

TELEFONATA AL 113

LEGENDA

D.  \ VOCE DONNA

O. = OPERATORE 113

L. = “LAVORETANO EMILIO”

- Durante vari impulsi relativi al segnale di attesa: -

D.  \ (Probabilmente parlando con il suo telefono: ...e Katia sta a  terra, Emilio ha chiamato il 113 e l’autoambulanza... eh)...

- Poi: -

L.  \ Pronto? Pronto?

O.  \ Sì, dica

L.  \ (Piange) Pronto? Buonasera, (piange), potete venire un poco al Parco Laurus a San Tamnmaro, sta, (piange), sta mia moglie a terra (piange)...

O.  \ Non ho capito niente 

L.  \ (Piange), fate venire a San Tammaro, Parco Laurus, San Tammaro, Strada Provinciale per Curti, (piange)

O.  \ Che è successo?

L.  \ (Piange), e non lo so, sta mia moglie a terra, (piange), venite qua, per piacere...

O.  \ Un’ambulanza? Perché che è successo che volete l’ambulanza?

L.  \ L’ho chiamata già l’ambulanza, l’ho chiamata, (piange), sta mia moglie a terra, e poi non lo so, venite...

O.  \ L’ha trovata a terra, dentro casa?

L.  \ Sta dentro casa, sta tutta n’, (piange), sta tutta nera, (piange)...

O.  \ Non ho capito, scusatemi, ma...

L.  \ (Piange), sta tutto, sta tutto fuori posto, sta, (piange), tutto fuori posto, sono venuti a rubare, sta mia moglie a terra, (piange)...

O.  \ Che sono venuti a “pigliare”? Ma c’è sangue, c’è qualcosa?

L.  \ Non lo so, sta mia moglie a terra, non lo so, stiamo io e la vicina di casa, non lo so, venite, per piacere

O.  \ Datemi l’indirizzo, scusatemi

L.  \ Parco Laurus, Parco Laurus...

O.  \ Parco?

L.  \ Laurus, San Tammaro

O.  \ Laurus?

L.  \ Laurus, Laurus

O.  \ Che via lì a San Tammaro?

L.  \ Parco Laurus, Strada Provinciale per Curti...

- A questo punto si percepisce il lamento di un bimbo; poi: -

L.  \ (Rivolto ad altri: piccolino, vieni)

O.  \ Ma non si muove tua moglie? Non è, non è cosciente, niente?

L.  \ Sta tutta nera, sta, tutta nera, (piange), sta tutta “lividita”,

(piange), non lo so, secondo me, sono venuti i ladri, (piange), venite, dai

O.  \ Non  respira?

L.  \ No, (piange),

(rivolto ad altri: Rosa’, non respira, no?

D.  \ Mi pare di no, adesso guardo

O.  \ Non si capisce... non respira, non si muove?

L.  \ No, sta a terra, non respira, (piange), non respira, (piange)

O.  \ Come vi chiamate, voi come vi chiamate?

L.  \ Lavoretano, Lavoretano

O.  \ Napoletano?

L.  \ Lavoretano, con la elle, Lavoretano

O.  \ Sì, le mando subito la pattuglia, eh, la mando subito da te

L.  \ Arrivederci, arrivederci, arrivederci, (piange).

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