Katia Tondi, si avvia alla conclusione il processo sull’omicidio della giovane madre

Di Ferdinando Terlizzi


Ritorna in cronaca giudiziaria lunedì 29 aprile, il processo per il delitto della giovane mamma Katia Tondi, trovata assassinata nel suo appartamento di San Tammaro nel luglio del 2013.

Unico imputato, a piede libero, difeso dall'avvocato Natalina Mastellone è il marito Emilio Lavoretano. Parte civile Assunta Giordano e Carlo Tondi, genitori della vittima, assistiti dall'avvocato Gianluca Giordano.

Se ne occuperà la Corte di Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta da Giovanna Napoletano, giudice a latere Alessandro De Santis, pubblico ministero Domenico Musto.

Venerdì 12 aprile alle ore 15.00, a Napoli vi è stato il primo incontro tra il prof. Pietro Tarsitano, scelto quale perito medico legale  dalla Corte e super-perito, e gli altri consulenti e periti.  Tra  i consulenti di parte Luciano Garofano, Giuseppe De Rosa e Vittorio Fineschi; quest’ultimo in rappresentanza dell’imputato (il Fineschi, ordinario  di medicina legale de “La Sapienza” di Roma  è stato anche consulente di parte nel caso  Cucchi).  La Corte ha nominato quale perito fonico per la trascrizione dell’intera telefonata il dottore Roberto Porto, la parte civile il consulente Ezio Denti, l’avvocato Natalina Mastellone ha invece indicato il dottore Pietro Izzo.

La perizia medico-scientifica affidata al Prof. Tarsitano non sarà pronta prima di 80 giorni, salvo proroga, e dovrà chiarire alcuni aspetti importanti della dinamica del delitto come  la lettura delle foto della scena del crimine e l’ora della morte. Su quest'ultima, infatti, vi è contrasto tra i precedenti periti e consulenti, visto che dalle deposizioni dei tre medici ascoltati in aula si è giunti a conclusioni diverse.

Intanto il processo (altamente indiziario)  corre verso la soluzione, ma sono trascorsi già 6 anni dalla tragedia che sconvolse la piccola comunità di San Tammaro.

E’ stato abbozzato un calendario di massima che prevede per il mese di luglio la requisitoria e le arringhe, mentre la sentenza sarebbe prevista alla ripresa dopo le ferie.  Nella prossima udienza del 29 aprile, il perito Ing. Porto dovrà depositare il responso sulla interpretazione della famosa telefonata fatta da Lavoretano al 113, allorquando rinvenne la moglie esanime al suolo.

L’ultima udienza è stata dedicata, oltre che alla nomina del prof. Tarsitano, anche alla deposizione della consulente di parte e di ufficio, la dottoressa Rachele Iacovino, psicologa che ha seguito l’imputato nella fase delicata della elaborazione del lutto, quando il Lavoretano era depresso (affranto da stressante trauma, ha riferito la psicologa) e tendeva ad atti di autolesionismo.

Successivamente è stata anche consulente per il Tribunale dei Minori sulla questione dell’affidamento del piccolo (ignaro testimone del delitto, che giaceva incoscientemente nel suo passeggino, a pochi passi dall'assassino della madre). Se potesse parlare chi ha visto e sentito tutto, speriamo che non si porti dietro il peso di quelle drammatiche sequenze.

In seguito si è fatto riferimento ad un episodio in cui il padre avrebbe minacciato con un coltello la figlia Katia. Tale affermazione ha generato un’atmosfera di grande tensione. Il presidente della Corte di Assise alle vibranti proteste dei coniugi Tondi, presenti in aula, ha disposto il loro allontanamento. Gli stessi sono stati fatti ritornare dopo poco, grazie all'intervento del loro difensore, che li ha obbligati a chiedere scusa alla Corte.

Un'udienza movimentata e piana di colpi di scena, il tutto con la costante presenza delle telecamere della Rai con la Vita in Diretta e della redazione di Quarto Grado, che segue tutte le udienze.

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