Assolto anche il compagno della mamma, l’omicidio di Matilda resta senza colpevoli

Dopo 13 anni la morte della piccola Matilda, poco meno di 2 anni, uccisa con un violento colpo alla schiena a Roasio (Vercelli), rimane senza un colpevole.

La Corte d’Assise d’Appello di Torino, infatti, ha assolto Antonio Cangialosi, finito sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Oltre alla bimba, il 2 luglio 2005, in casa c'erano solo due persone: la mamma, Elena Romani (assolta in via definitiva nel 2012), e il Cangialosi, compagno della donna. Nonostante ciò, la morte di Matilda rimane un mistero.

Matilda, colpita una sola volta alla schiena, morì per una emorragia provocata dalle lesioni al fegato e ai reni.

Tutti gli indizi appaiono "neutri" dal punto di vista probatorio e l'imponente mole di carte processuali non permette di raggiungere certezze assolute.

Elena Romani, parte civile, non si è persa un'udienza ed ha sempre sostenuto:

"Quel giorno eravamo in casa in due. E io sono innocente"

I suoi avvocati aspettano di leggere le motivazioni della sentenza per poi fare ricorso. La bambina non può essersi uccisa da sola.

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