Halloween: Micheal Myers, l’archetipo del Male sovrumano e invincibile

Di Nunzia Procida 


Nel 1978 uscì nei cinema degli USA un film che divenne in breve tempo un caposaldo dell’horror: Halloween. Diretto dal Maestro del genere John Carpenter, diventò subito modello dello slasher movie, quei film dell’orrore in cui il protagonista è un maniaco omicida, spesso mascherato, che uccide imperterrito gruppi di ragazzi con armi da taglio.

Halloween racconta la storia di Michael Myers, che all'età di sei anni, durante la notte di Halloween, uccide a coltellate la sorella maggiore. Rinchiuso da allora in un ospedale psichiatrico, Micheal evaderà quindici anni dopo per uccidere altre persone, tra cui la baby sitter Laurie (Jamie Lee Curtis), che nel film seguente Halloween II – Il signore della morte (Rick Rosenthal, 1981), scopriremo essere l’altra sorella di Micheal Myers.

Laurie riesce a sopravvivere, ma l’assassino senza volto (tipica è la sua inquietante maschera bianca senza connotati che la contraddistinguano) tornerà ancora per altri dieci film.

L’ottavo della serie è in realtà un remake: uscito nel 2007 a opera di Rob Zombie, cantante del gruppo metal White Zombie, questo Halloween – The beginning è un riuscito rifacimento del primo film di Carpenter, ma con la particolarità di anteporre al film una sorta di prequel. La storia, infatti, inizia a ridosso della tragica notte delle streghe, nella casa della famiglia Myers, una famiglia disfunzionale, in cui nessun membro riesce a possedere quel grado di empatia che avvicina l’uno all'altro.

Micheal Myers, che in questo film ha dieci anni, ha una psiche già compromessa: lo conosciamo, infatti, mentre sgozza il suo criceto. Scopriremo poi che quello non è stato un singolo episodio, ma il ragazzino ha più volte compiuto delle uccisioni di animali dei quali conserva delle macabre foto.

Say hello to Michael!

Micheal è anche preda dei bulli. Stanco di esserne vittima, ne bastona gravemente uno, riducendolo in fin di vita. Ora che il passaggio dagli animali agli umani si è compiuto, il futuro serial killer non esita a sgozzare il suo patrigno e accoltellare una delle sue sorelle, dopo averne ucciso il fidanzato fracassandogli la testa con una mazza da baseball.

Micheal verrà rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Già appassionato delle maschere, inizierà a crearne delle nuove e portarle costantemente, abbandonando altra forma di comunicazione verbale.

Quindici anni dopo, Myers fugge dall’Istituto, deciso a uccidere ancora vittime innocenti e a rintracciare l’unica componente della sua famiglia scampata al precedente massacro, sua sorella Laurie.

Dal 1978 Micheal Myers si è trasformato in archetipo del Male; un male invincibile, sovrumano. La maschera bianca del serial killer continua a turbare le nostri notti cinematografiche, a ricordarci quanto sia paurosa la nostra Ombra inconscia.

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