L’Uomo Vespa: il Pungitore di ragazze

Di Nunzia Procida

 

A Bolzano, nel 1829, H., un soldato trentenne, fu posto sotto processo per aver ferito di punta con un coltello o un temperino diverse ragazze all'addome, ai glutei e nella regione genitale.

Racconta Richard von Krafft-Ebing: “[H.] Diede come movente dei suoi attentati un desiderio sessuale spinto fino alla frenesia che poteva essere soddisfatto solo nell'atto concreto di pungere delle donne. Questo impulso lo assillava per giorni. Ciò turbava la sua mente e quest’agitazione cessava solamente quando realizzava il suo desiderio.

Al momento di pungerle, provava la stessa soddisfazione che gli dava un amplesso, e questo soddisfacimento era accresciuto dalla vista del sangue grondante dal suo coltello.

Fin dall'età di dieci anni, l’istinto sessuale si manifestò in lui violentemente. Si dedicò innanzitutto alla masturbazione, avendo coscienza di come il suo corpo e la sua mente s’indebolissero. Prima di diventare "pungitore di ragazze", aveva soddisfatto il suo istinto sessuale abusando di ragazzine impuberi, masturbandole e sodomizzandole. Poco a poco gli era venuta l’idea, accompagnata da sensazioni piacevoli, di ferire una bella ragazza ai genitali e vederne colare il sangue dal coltello.

Tra i suoi effetti personali, vennero rinvenute imitazioni di oggetti di culto religioso, immagini oscene dipinte da lui stesso e che rappresentavano, in uno strano modo, il concepimento di Maria e il "pensiero di Dio condensato" nel grembo della Madonna. Passava per un uomo bizzarro, molto irascibile, timido, avido di donne e cupo. Non fu constata in lui alcuna traccia di vergogna né di pentimento. Evidentemente si trattava di un individuo divenuto impotente a seguito di prematuri eccessi sessuali, ma che la persistenza di una libidine violenta spingeva alla perversione” [1] .

Queste forme di sadismo sessuale sono state registrate in diverse città del mondo, in tempi storici differenti.

Nel 1978, Lorenzo Pilat incide “L’omo vespa”, una canzone degli anni’30, già conosciuta col titolo “Da San Giacomo a Roian”, che narrava la storia dell’Uomo-vespa che, in quegli anni, aveva riempito le pagine della cronaca triestina perché pungeva le ragazze con uno spillone.

Della sua storia vi racconterò la prossima volta.

Seconda parte: L'Uomo Vespa: un Mistero insoluto  

 

[1] R. Von Krafft Ebing, La Psicopatia Sessuale,  Edizioni Mediterranee, 1964 (I ed. originale: 1886)

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