Delitto Gucci

Maurizio Gucci, Figlio di Rodolfo Gucci e nipote di Guccio Gucci, è stato per qualche anno al vertice della omonima casa di moda. Nel 1973 sposa Patrizia Reggiani, dalla quale avrà 2 figlie e da cui si separerà nel 1985.

Nel 1993, vende le sue quote del gruppo alla Investcorp per 170 milioni di dollari.

Il 27 Marzo 1995, Maurizio esce dal palazzo di Corso Venezia 38 in cui abita per compiere a piedi il breve tragitto che lo divide dalla sede della Vierse, società che ha da poco fondato e che ha gli eleganti uffici in via Palestro a Milano.

Davanti al portone, Maurizio non si accorge di superare lo sguardo di un uomo, apparentemente sfaccendato, che lo osserva salire i pochi gradini e lo vede salutare Giuseppe Onorato, il portinaio dello stabile. Non si accorge nemmeno di una Renault Clio verde parcheggiata davanti al numero 20.

In un attimo l’inferno: l’uomo estrae una calibro 32 e mira alla nuca dello sfortunato erede.

Uno, due, tre colpi che lo raggiungono in pieno. Maurizio però non muore subito.

«Si è accasciato girandosi verso lo sparatore, come stupito da ciò che stava accadendo», racconterà il portiere dal letto d’ospedale nel quale sarà ricoverato per l’estrazione di un proiettile che nella mattanza ha colpito pure lui. Un quarto colpo mette fine all'agonia. L’assassino sale in macchina dove un complice lo attende e si dilegua. La testimonianza di Onorato sarà molto importante durante il processo. Le indagini partono dai numerosi affari che ruotano attorno al giovane miliardario.

Scartate le ipotesi legate all'attività commerciale dei Gucci, alla malavita organizzata, al traffico di capitali, ai casinò a cui la famiglia guardava con sempre maggior interesse e sondati a lungo gli aspri conflitti di pubblico dominio con il cugino Paolo, gli inquirenti decidono di seguire la scia lasciata dalla ex moglie Patrizia Reggiani che ha più volte espresso forti rancori verso l'ex marito.

Per circa due anni, gli inquirenti cercano prove concrete dell'eventuale coinvolgimento della Reggiani.

È Gabriele Carparese, un informatore della polizia, che fornisce il primo tassello al Commissario Filippo Ninni, incaricato dell’inchiesta. Nella nota, vengono fatti un nome ed un cognome, quelli di Ivano Savioni, quarantenne portiere d’albergo, dal corposo fascicolo giudiziario, che si sarebbe vantato in pubblico di essere coinvolto nell’illustre omicidio.

La gola profonda ha un elemento interessante per stimolare l’attenzione della Criminalpol: Savioni era amico di Pina Auriemma, la maga già interrogata dalla Polizia, grande conoscitrice dei fantasmi che aleggiavano nello spettacolare attico di Piazza San Babila dove Patrizia Reggiani viveva con le figlie.

Viene posta sotto intercettazione la linea telefonica tra l'Auriemma e l’amico Savioni. I due parlano in continuazione, certi di non essere spiati, fornendo ogni particolare delle loro azioni. In un turbinio d’accuse reciproche, sgarbi, furti, minacce e ricatti, si delinea una squinternata armata Brancaleone che, su mandato della Reggiani e regia della maga, ha organizzato e commesso l’omicidio.

Nel carcere di San Vittore, insieme alla Liz Taylor della griffe, come verrà soprannominata la Reggiani per la sua somiglianza con l’attrice, finiscono la Auriemma ed il Savioni ritenuti gli intermediari, Benedetto Ceraulo individuato come il killer e Orazio Cicala, l’autista della Renault.

Cinquecento milioni di lire la cifra pattuita per l’agguato mortale.

Patrizia Reggiani

Patrizia Reggiani Martinelli, fu condannata a 26 anni di carcere.

Insieme a lei, viene condannata a 19 anni per concorso in omicidio Pina Auriemma, sedicente occultista ed amica della Reggiani, già proprietaria di un negozio Gucci a Napoli, ed i due esecutori materiali dell'omicidio.

Persone coinvolte nel delitto:

  • Benedetto Ceraulo: esecutore materiale del delitto, condannato al carcere a vita.
  • Orazio Cicala: autista del killer, condannato a 29 anni di carcere.
  • Ivano Savioni: organizzatore dell'omicidio, condannato a 26 anni di carcere.
  • Pina Auriemma: amica della Reggiani ed intermediaria. Condannata a 19 anni di carcere, è tornata in libertà, dopo aver scontato 13 anni di detenzione.
  • Patrizia Reggiani Martinelli: ex moglie di Maurizio Gucci, mandante dell'omicidio, condannata inizialmente a 29 anni poi ridotti a 26 in appello (pena confermata in cassazione). Ora lavora per una nota marca di moda milanese. Inizialmente aveva rinunciato alla semilibertà poiché, come da lei dichiarato, non aveva mai lavorato in vita sua.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Inline
Inline