Strage di Cisterna di Latina, Capasso aveva pianificato tutto

Di Cristina Casella

 

A poco più di una settimana dal dramma che ha sconvolto l'Italia, emergono particolari inquietanti in merito alla condotta di Luigi Capasso. L'uomo, appuntato dei Carabinieri in servizio a Velletri, avrebbe premeditato da tempo l'uccisione della moglie e delle due figliolette.

Il suo comportamento, infatti, nell'ultimo periodo era mutato profondamente. Da papà affettuoso, che riempiva di regali le sue bambine - di 7 e 13 anni - a persona violenta ed irascibile.

Il 44enne, all'alba di mercoledì 28 febbraio, ha aspettato che la moglie uscisse di casa per recarsi a lavoro per ferirla in maniera grave con diversi colpi d'arma da fuoco. Successivamente, si è barricato in casa con le due bimbe (che in quel momento stavano dormendo) per ben sette ore.

Dopo una lunga trattativa con le forze dell'ordine, speranzose di riuscire a strappare le piccole ad una probabile furia omicida, l'uomo decide di spararsi con la pistola d'ordinanza. Quando i Carabinieri sono entrati in quell'appartamento, purtroppo si sono resi subito conto che per Alessia e Martina non c'era più nulla da fare: le sorelline erano morte già da alcune ore.

Antonietta Gargiulo, moglie 39enne di Capasso, era stata vittima della sua violenza già lo scorso settembre. L'uomo, infatti, aveva aggredito la donna davanti al posto di lavoro, mandandola addirittura in ospedale. In quell'occasione, Antonietta si era recata dalla polizia, presentando un esposto. Esposto che, però, non si è mai trasformato in denuncia.

Capasso, infatti, aveva supplicato la moglie di non denunciarlo, promettendole di intraprendere un percorso terapeutico volto al cambiamento. Nonostante tutto, quel grave episodio di violenza aveva in qualche modo segnato la fine della loro relazione. Una fine che, l'uomo, non riusciva ad accettare. La consapevolezza di aver perso la propria famiglia ha portato il 44enne ad una pressante attività di stalkeraggio. Antonietta era molto spaventata, temeva per l'incolumità delle sue bambine, testimoni - anche loro - di diverse aggressioni fisiche e verbali ad opera del padre. Non mancava molto alla prima udienza per la separazione giudiziale.

Non hanno avuto scampo, le due bimbe: Martina, la più piccola, stava ancora dormendo quando il padre le ha sparato. Alessia, invece, aveva capito tutto, ma neppure lei è stata risparmiata da tanta ferocia. Sei i colpi che l'hanno raggiunta: un vero e proprio accanimento. Antonietta Gargiulo, ferita in maniera gravissima, dopo giorni di lotta tra la vita e la morte, ha finalmente ripreso conoscenza. La donna non è ancora al corrente della morte delle sue bimbe adorate.

Cinque lettere ritrovate sul luogo della strage testimoniano che Capasso aveva premeditato lo sterminio della sua famiglia. Accanto alle missive, in cui l'uomo dà disposizioni in merito alla vendita della casa e alla seguente ripartizione del ricavato, è stato rinvenuto un assegno da 10mila euro destinato al pagamento delle esequie (sue, della moglie e delle due piccole).

Non un raptus di follia, come spesso erroneamente si tende a credere, ma un vero e proprio piano distruttivo. Capasso aveva maturato un sentimento di odio e rancore nei confronti di Antonietta Gargiulo, colpevole - a suo avviso - di avergli fatto esposto per poi costringerlo ad abbandonare il tetto coniugale. La donna, in 17 anni di matrimonio, aveva tollerato anche i numerosi tradimenti dell'uomo. Un adultero seriale, ossessionato dall'idea che la moglie potesse tradirlo a sua volta. Capasso è stato descritto anche come una persona violenta: non erano mancate aggressioni fisiche tra le mura domestiche nei confronti di Antonietta, così come i pedinamenti e le numerose telefonate, spesso dai toni minacciosi.

La donna aveva chiesto aiuto anche ai superiori del carabiniere. Sottoposto a visita, Luigi Capasso era risultato idoneo, senza mostrare segni di pericolosità. Per tale motivo era ancora in servizio, nonché armato. Nessuno aveva chiesto ulteriori verifiche sul suo stato di salute psichica.

La Procura di Latina, quella militare e quella dell'arma, hanno avviato tre indagini per accertare responsabilità ed eventuali omissioni.

Ad ogni modo, qualora venissero individuate delle colpe e delle mancanze, sarebbe comunque troppo tardi.

 

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