Scomparsa Marianna Cendron, è scontro tra familiari e Procura sull’archiviazione del caso

Di Cristina Casella

 

Sembrerebbe ormai certa la decisione della Procura di Treviso in merito al caso di Marianna Cendron, la ragazza scomparsa da Castelfranco Veneto il 27 febbraio del 2013. Quattro anni di indagini e numerose piste vagliate, senza che siano emersi elementi di particolare interesse investigativo. Ad oggi, infatti, non vi è alcuna certezza sulle sorti della giovane. Un silenzio, questo, che da troppo tempo attanaglia tutta la sua famiglia.

Marianna, all'epoca 18enne, scompare misteriosamente una sera di febbraio. Ha appena terminato il suo turno di lavoro presso il ristorante del Golf Club di Castelfranco. Dopo aver lasciato un promemoria al proprietario del locale, elencandogli le mansioni svolte e salutandolo, la ragazza si appresta a lasciare il luogo. Quel mercoledì deve raggiungere il convitto dell’istituto alberghiero di Castelfranco, dove alloggia il fidanzato, Michele. Soltanto un paio di chilometri li separano, una breve distanza da percorrere in bicicletta, come consuetudine. Alle 19.30 l’ultima telefonata effettuata al ragazzo per confermargli l’appuntamento. Appuntamento al quale Marianna non si presenterà.

Per comprendere a fondo questa vicenda, occorre fare un passo indietro focalizzando l’attenzione sulla storia di questa giovane ragazza. Quella di Marianna Cendron non è un’esistenza facile: diversi traumi l’hanno segnata sin dalla prima infanzia, quando assieme al fratello minore è costretta ad affrontare il triste destino dell’abbandono. La famiglia naturale di origini bulgare, infatti, decide di affidarli ad un istituto. I due bimbi, prima di essere adottati dai Cendron e portati in Italia, subiscono maltrattamenti, vivendo in uno stato di privazione materiale ed emozionale.

Renzo Curtolo

Crescendo, il vuoto incolmabile che si era appropriato della loro fanciullezza sembra essersi colmato. L’amore dei nuovi genitori, però, non cancella totalmente gli spettri del passato, specie in Marianna. Così, doppiamente vulnerabile, un nuovo male aggredisce la sua adolescenza, tramutando i conflitti interiori in rifiuto per il cibo. L’anoressia costringe i genitori della giovane a ricoverarla in centri specializzati, anche contro la sua stessa volontà. La cura della malattia rappresenta motivo frequente di litigi. È per questo che Marianna decide di lasciare l’abitazione dei genitori, andando a vivere duecento metri più lontano, dal vicino di casa Renzo Curtolo, operaio 44enne. I Cendron non hanno mai accettato tale scelta, anche perché l’uomo pare avesse mostrato un interesse morboso per Marianna fin da quando era minorenne.

«La nostra era un’amicizia, Marianna poteva essere mia figlia. L’ho aiutata ed accudita perché non voleva stare dai suoi genitori. Le ho anche prestato dei soldi. L’ho fatto senza chiedere nulla in cambio»

ha raccontato Curtolo ai microfoni della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”.

Marianna, quando scompare, è ospite a casa sua. L’uomo, tra l’altro, venti giorni prima le aveva regalato un telefono per le emergenze di cui nessuno era a conoscenza. Quello stesso cellulare che - dalle analisi dei tabulati - sembrerebbe essere stato usato esclusivamente da Curtolo e che, la sera della scomparsa, si è spento in concomitanza con quello di Marianna. Nello stesso luogo. Un punto oscuro, ancora tutto da chiarire.

E non è l’unico.

Perché, Michele, il ragazzo di Marianna, telefona a Renzo - e non ai genitori - per avvisarlo del mancato appuntamento? Gli inquirenti hanno appurato che Curtolo e il fidanzato di Marianna si erano sentiti telefonicamente per ben sei volte, anche nella settimana precedente alla sua sparizione.

Più che legittime, quindi, le opposizioni della famiglia Cendron rispetto alla chiusura del caso. I legali della famiglia, pertanto, chiedono che vengano risentiti sia Renzo Curtolo, vicino di casa di Marianna, che il fidanzato dell’epoca.

Il prossimo 7 settembre il Tribunale di Treviso deciderà se porre fine, o meno, alle indagini su questo misterioso caso di scomparsa.

I genitori di Marianna Cendron

 

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