Raffaele Esposito, il cuoco killer che ha terrorizzato Modena

Di Cristina Casella


Un volto apparentemente innocuo, un'esistenza come tante altre scandita dai ritmi frenetici del lavoro e dalla routine familiare. 34 anni, originario di Napoli ma da tempo residente a Savignano sul Panaro, cuoco di professione e padre di una bimba. È questo il ritratto di Raffaele Esposito, l'uomo attualmente in carcere con l'accusa di omicidio, violenza sessuale e tentato sequestro di persona.

Per comprendere appieno la complessità dell'intera vicenda occorre fare un passo indietro, più precisamente allo scorso 10 settembre. Quel giorno, alla periferia di Modena, viene ritrovato quello che al primo impatto sembrerebbe un corpo carbonizzato. Il luogo, conosciuto col nome di San Donnino, è abitualmente frequentato da prostitute. Qualcuno si accorge che tra i cespugli e l'erba incolta c'è qualcosa di strano. Vengono così allertate le forze dell'ordine.

Sul posto giungono i RIS dei Carabinieri che effettuano i primi rilievi. Quei resti carbonizzati appartengono ad un cadavere, probabilmente quello di una prostituta. La combustione pare non averne cagionato la morte, ma soltanto gli accertamenti medico-legali potranno confermare le prime ipotesi investigative.

L'autopsia riesce a stabilire la data del decesso, avvenuta circa 10 giorni prima il ritrovamento, quindi tra la notte del 29 e del 30 agosto scorsi. Il corpo è quello di una donna di 31 anni, Vasilica Nicoleta Neata, morta a causa di lesioni gravissime dopo aver subìto una violenza sessuale. Risalire alla sua identità è stato un compito arduo, viste le condizioni in cui versava il cadavere. Si è riusciti a dare un nome ai resti della donna grazie ad un chiodo endomidollare impiantatole a seguito di un incidente stradale. E si è risaliti all'autore di tanta efferatezza, ovvero Raffaele Esposito, attraverso i frammenti di un libro scolastico usato per dare alle fiamme il corpo della prostituta. Il testo apparteneva ad una delle sue figliastre. Esposito, infatti, oltre ad essere padre di una bimba, viveva con le due figlie che la compagna aveva avuto da una precedente relazione.

La Procura di Modena definisce il 34enne come pericoloso, anaffettivo e sadico, capace anche di uccidere. Tale conclusione, dunque, sgretola l'immagine di persona timida e mite data da familiari e amici.

L'omicidio ad opera del cuoco partenopeo, tra l'altro, sembra essere solo l'ultimo di  una serie di fatti. Esposito, il 24 agosto, si macchia di violenza sessuale abusando di una conoscente. La donna viene bendata ed imbavagliata. L'uomo avrebbe altresì inscenato il tentativo di darle fuoco con un liquido che si è poi rivelato non infiammabile.

Non è tutto. A due giorni di distanza dall'uccisione della povera Vasilica, Esposito tenta di sequestrare una ragazza straniera di appena 18 anni. La vittima, però, riesce a divincolarsi e a fuggire. Ciò che successivamente la giovane denuncia come tentativo di rapina, viene invece etichettato dagli inquirenti come un mancato sequestro. Esposito, incastrato da alcune videocamere di sorveglianza presenti sul luogo, avrebbe lasciato aperta la portiera della sua auto proprio per caricarvi la malcapitata.

I fatti sopra elencati sono accaduti in un arco temporale molto ravvicinato.

Gli inquirenti, dunque, stanno cercando di capire se dietro altri casi insoluti, circoscritti alla stessa area geografica, possa celarsi la mano di Raffaele Esposito. Tra questi la misteriosa uccisione di Anna Gombia, pensionata 75enne ritrovata senza vita in un parco di Savignagno sul Panaro nel 2012. L'anziana  fu uccisa a bastonate, ma ad oggi l'autore del delitto non ha un nome.

Possibile che anche questo crimine porti la firma di Raffaele Esposito?

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