Denis Bergamini, 28 anni dopo si indaga per omicidio

Di Cristina Casella

 

Donato, meglio noto come Denis, aveva appena 27 anni. Punto di riferimento della squadra del Cosenza, idolo dei tifosi e delle ragazze, Bergamini era un astro in ascesa che stava vivendo il suo sogno. Un ingaggio clamoroso, una stagione ricca di successi e all'orizzonte anche il matrimonio.

Tutto sembrava scorrere serenamente nella vita del giovane, fino a quel giorno di metà novembre. Dopo aver ricevuto una telefonata, infatti, Denis abbandona il ritiro pre-partita - dove si trova con i compagni - per allontanarsi misteriosamente. Nessuno è a conoscenza di quello che accadde in quei frangenti ormai lontani. Solo il triste seguito è ben noto alle cronache.

Il 18 novembre 1989, Denis Bergamini fu rinvenuto cadavere sull'asfalto della statale Jonica 106, al chilometro 401 nei pressi di Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza. Il suo corpo giaceva ai piedi di un autocarro FIAT 180.

Un suicidio, si ipotizzò all'epoca. La versione ufficiale, infatti, asserisce che Bergamini - dopo aver parcheggiato la sua auto in una piazzola di sosta - si sarebbe incamminato in direzione della carreggiata per poi gettarsi volontariamente sotto il primo mezzo pesante che sopraggiungeva in quel momento. Unica testimone certa - assieme all'autista del camion Raffaele Pisano - l’ex fidanzata del giovane calciatore, Isabella Internò. Le ultime parole di Denis, stando al racconto della ragazza, furono «Ti lascio il mio cuore».

Il centrocampista del Cosenza, sempre in relazione a quanto dichiarato dalla Internò, non stava attraversando un bel periodo. Voleva lasciare l’Italia per partire alla volta di Brasile e Hawaii. Lei, però, non se la sentiva di seguirlo in quel viaggio così lontano. Ed è proprio quel rifiuto a far maturare l’idea del suicidio. Una morte privata, dunque, legata a motivazioni pressoché banali.

Eppure, il corpo di Denis ha raccontato sin da subito una verità ben diversa da quella abbracciata per anni. Sul cadavere, infatti, nessun segno di trascinamento o di impatto con un mezzo da 138 quintali. Anche gli effetti personali del giovane come l’orologio, la catenina e le scarpe, non sembravano aver subito un investimento. Inoltre, nessuno si preoccupò di effettuare rilievi sul camion e sul fondo stradale. L’automobile, invece, risultò lavata e lucidata. Neppure i vestiti del calciatore furono analizzati, poiché fatti sparire senza essere riconsegnati alla famiglia.

E quei dubbi, tanti, sull'ex fidanzata di Bergamini che prima di allertare i soccorsi telefonò al tecnico del Cosenza, Gigi Simoni, e ad un compagno di Denis, Francesco Marino. Perché? E con quale scopo? La tormentata relazione che la legava a Bergamini, tra l’altro, era finita da tempo. Cosa ci facesse la donna in compagnia del calciatore, quella sera, rimane un mistero, così come la decisione del giovane di togliersi la vita per lei.

Il Procuratore della Repubblica  di Castrovillari, Eugenio Facciolla, ha dichiarato che l’automobile di Bergamini, all'epoca, potrebbe essere servita per il trasporto di droga. La sostanza stupefacente sarebbe stata occultata mediante alcuni doppi fondi di cui il calciatore non era a conoscenza.

"Dalla vicenda emerge un mix di questioni sentimentali ed altro. Il discorso droga è presente sin dai primi atti delle indagini. Si è fatto di tutto affinché la verità non venisse fuori, infatti determinati soggetti hanno goduto di protezione. È un omicidio in concorso. Per questo motivo procederemo alla riesumazione del cadavere. Le nuove tecniche ci consentiranno di approfondire tutti quegli aspetti di una vicenda che non è un suicidio", ha affermato Facciolla.

Così, grazie anche alla tenacia dei familiari, da sempre riluttanti ad accettare ogni ipotesi autolesiva, il caso è stato nuovamente riaperto, consentendo al Procuratore Facciolla di predisporre la riesumazione della salma.

Gli esami, attualmente in corso, consentiranno di accertare modalità, cause e mezzi della morte. Mai come ora la verità sembra essere davvero vicina.

© Riproduzione riservata
Condividi Share on Facebook59Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Inline
Inline