Grooming: sempre più minori cadono in trappola!

Di Alessandra Sansone

 

Il reato di Grooming - l'adescamento online del minore - rappresenta la forma più rilevante di minaccia in rete per i minori che usano internet “inconsapevolmente”.

Infatti, sempre più frequentemente, i minori si espongono al rischio di essere adescati in rete da malintenzionati o pedofili, di essere manipolati mentalmente per fini di abuso o sfruttamento sessuale.

È evidente che l’ampia diffusione di tecnologie, da un lato, abbia reso necessarie la tutela e la protezione dai rischi di adescamento online attraverso il monitoraggio di siti sospetti da parte degli organi competenti e, dall'altro, imponga un’educazione del minore ad un buon uso di internet affinché si “autotuteli” durante la sua esposizione in rete. Occorre, quindi, educare i minori ad un uso consapevole di internet.

E’ ormai noto che l’ambiente virtuale elimini i freni inibitori (soprattutto dei minori), per cui è molto più facile che in rete si assumano atteggiamenti, anche sessuali, imprudenti. Ed è proprio con questi atteggiamenti che il minore si espone all'adescamento.

Il 25 ottobre 2007 viene firmata la Convenzione di Lanzarote, per la prima volta un Trattato Internazionale sanziona penalmente l’abuso sessuale dei minori e contiene misure preventive come lo screening, l’addestramento di personale che possa lavorare con i minori, e il reclutamento.

L’art. 6 della Convenzione di Lanzarote prevede che gli Stati contraenti, tra cui l’Italia, debbano prendere le misure legislative necessarie affinché i minori ricevano, durante l’educazione primaria e secondaria, le informazioni  sui rischi di abusi sessuali e sulle cautele per tutelarsi.

Il fenomeno dell’adescamento in rete è conosciuto come Child Grooming e con questo termine si designano l’insieme dei comportamenti intrapresi da un adulto per suscitare la simpatia; carpire la fiducia del minore riducendone l’autocontrollo per fini sessuali o di sfruttamento sessuale.

Il Regno Unito è stato il primo Paese ad introdurre il Grooming come fattispecie di reato penalmente rilevante, specificando che è reato ogni condotta tesa ad organizzare un incontro per se stessi, o anche di terzi, con un minore al fine di abusarne sessualmente.

In Italia, nel 2012 è entrata in vigore la Legge 172 che ha dato esecuzione proprio alla Convenzione di Lanzarote. Quindi il Parlamento italiano, ratificando la Convenzione, ha adempiuto ai propri impegni internazionali varando la legge di autorizzazione, e introducendo con il medesimo atto normativo l’adeguamento dell’ordinamento interno al contenuto della Convenzione.

Quest'ultima ha fatto sì che le nazioni aderenti rafforzassero la tutela dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, ostacolando quei reati come la pedopornografia tramite la moderna tecnologia e i mezzi telematici di comunicazione che assumono oggi una portata transazionale.

Ecco perché nell'ordinamento giuridico italiano sono state introdotte due fattispecie di reato assai importanti: l'adescamento di minori online (ex art. 609-undecies c.p.) e l’istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia (ex art.414 bis c.p.).

L'innovativa peculiarità dell’art.609 undecies del Codice penale "Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione", sta nel fatto che si sanziona la condotta a prescindere dalla verificazione del danno: il reato, infatti, si configura nel momento in cui un soggetto maggiore di età adeschi un minore con una finalità di abuso o sfruttamento sessuale.

Se poi si verifica l’atto e/o lo sfruttamento sessuale si ha un’aggravante di quella che è la fattispecie delittuosa.

Si tratta di un reato di pericolo, non è un reato di evento o di danno, con cui il legislatore ha voluto anticipare la soglia di tutela,  sanzionando la condotta.

© Riproduzione riservata


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