Satanismo e Sette sataniche, fenomeno attuale e spaventoso

Di Patrizia Oliverio


Parlare oggi di sette religiose e in particolare di Satanismo sembra quanto meno anacronistico. Il Satanismo sembra appartenere a contesti rurali e arretrati dal punto di vista culturale. In realtà, tale fenomeno cresce e prolifica, ormai indisturbato, da diverso tempo nelle grandi e medie città e sembra essere un tema scottante e in continua espansione con la moderna criminologia.

Per Satanismo si intende tanto il culto del diavolo descritto dalle Scritture quanto un atteggiamento di ribellione contro i valori normali incarnati dal cristianesimo, per il quale Satana è solo il simbolo delle forze del progresso, metafora dell’autodeterminazione dell’uomo. 

Si possono distinguere quattro correnti di satanismo, a ciascuna delle quali si ispirano poi i vari gruppi, anche se poi, nella pratica, la distinzione non è mai così netta e spesso riti e motivazioni si mescolano:

  1. Satanismo razionalista: Satana è semplicemente il simbolo del Male, di una visione del mondo anticristiana, edonista e immorale; 
  2. Satanismo occultista: accetta la visione del mondo descritta dalla Bibbia, la storia della Creazione, la cacciata dal Cielo degli Angeli ribelli poi divenuti demoni, però schierandosi "dall'altra parte", al servizio del diavolo; 
  3. Satanismo acido: il nome deriva dai riti che si basano sull'uso di sostanze stupefacenti, orge e abusi psicologici e sessuali. È un supposto satanismo costituito da gruppi di giovani, spesso minorenni. Questo satanismo giovanile è legato a una subcultura gotica e necrofila, spesso affascinata dal paganesimo nordico. Il culto del diavolo è semplicemente una scusa per eccessi e depravazioni; 
  4. Luciferismo: è il satanismo di derivazione gnostica. Lucifero e Satana sono oggetto di venerazione all'interno di cosmogonie che ne fanno un aspetto "buono", o comunque necessario, del sacro.

Ecco di seguito le principali sette attive anche in Italia:

  • Bambini di Satana: tra le sette sataniche in Italia è quella più famosa. Fu fondata da Marco Dimitri, ex adepto del culto ufologico della Fratellanza Cosmica, nel 1982 a Bologna. Gli adepti della setta iniziano sin da subito a visitare le chiese sconsacrate della Romagna e molti cimiteri. Poco dopo nasce a Bologna il loro tempio, con tende nere, maschere, teschi e statue del Diavolo. Nel tempio si celebrano perfino dei matrimoni, classici o omosessuali, e anche incestuosi. L’iniziazione alla setta avviene tracciando sulla fronte del nuovo adepto il “marchio della Bestia” e lo fanno con il sangue del fondatore. I novizi sottoscrivono così un patto firmato con il sangue per giurare fedeltà a Satana. Il giuramento non può essere infranto. Nemmeno se è arso o viene strappato il foglio su cui lo si è scritto. I riti dei Bambini di Satana hanno elementi tantrici e di magia sessuale, durante i quali tutti hanno rapporti sessuali con tutti. Nel 1996 la Setta satanica dei Bambini di Satana è stata oggetto di un’inchiesta giudiziaria per violenza carnale nel corso di messe nere su una ragazza sedicenne e su un bambino di circa tre anni. Il processo ai Bambini di Satana si concluderà con l’assoluzione di tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste”. Nel 2004 lo Stato risarcirà il fondatore Marco Dimitri con 100.000 euro per avere passato quattrocento giorni in carcere tra il 1996 e il 1997.
  • Chiese di Satana di Torino: il capoluogo piemontese vanta la comunità di satanisti più attiva d'Italia, 40mila seguaci secondo il responsabile di una delle sette cittadine; molti di meno secondo le indagini del professor Massimo Introvigne, uno dei maggiori esperti italiani dei culti esoterici, che parla di non più di 600 adepti, divisi in due Chiese. Le loro messe nere hanno un rituale meno macabro di quello di altri gruppi: niente orge o abusi sessuali, ma celebrazioni nel corso delle quali viene gridato l'odio a Dio, attraverso la profanazione del Crocifisso e l'uso di amuleti.
  • Confraternita Luciferiana: con sede a Roma. Questa setta segue il culto di Lucifero, ritenuto il "principe perfetto" di gran lunga superiore a Satana. Nei riti si eseguono flagellazioni liberatorie e durante le messe nere si tagliuzzano mani e braccia per offrire sangue al loro signore. Gli adepti sono circa 150.
  • Cerchio satanico: una setta clandestina, ispirata al pensiero e alle azioni di Charles Manson, con sede a Bassano del Grappa.
  • Figli di Satana: setta clandestina, attiva in Piemonte, e dedita soprattutto alla profanazione dei cimiteri di campagna.
  • Ierudole di Ishtar: un misterioso gruppo satanista tutto femminile, di cui si è scoperta traccia a Pescara.
  • Tempio di Set: è il più importante gruppo satanico americano, fondato nel 1975 da Michael Aquino. La filiale italiana si trova a Napoli, ed è stata accusata di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello Stadio San Paolo.

Il fenomeno delle sette sataniche, dei riti “purificanti” così come delle messe nere, è in costante aumento. In Italia il satanismo così come le psico-sette, ogni anno conta migliaia di nuovi appartenenti. L’ adorazione di Satana non conosce età anche se, attraverso l’utilizzo dei social network come Facebook, sono sempre più gli adolescenti che si avvicinano per la prima volta al culto di Satana. Ma l’aspetto più inquietante è l’aumento di gruppi disorganizzati, di cui è impossibile un censimento corretto e che spesso sono responsabili di fatti di sangue, mutilazioni di animali e atti di vandalismo. L'area geografica di maggiore diffusione del satanismo giovanile è soprattutto quella del Nord, in particolare il Piemonte, con le principali sette organizzate che si trovano invece a Torino, Bologna e Napoli.

L’iniziazione è il passaggio fondamentale per l’ingresso in una setta e ha una forte valenza psicologica e simbolica. Nel caso del satanismo comporta uno scritto con cui l’adepto si affida a Satana e che verrà siglato col suo sangue per poi essere bruciato. Questa sorta di auto-iniziazione non è tuttavia necessariamente legata all'ingresso in un’organizzazione, che in genere prevede invece ulteriori riti collettivi, magari durante una Messa nera. I novizi assumono spesso nomi nuovi a simbolo della rinascita spirituale. Al di là dell’aspetto scenografico, però, l’adesione a un gruppo satanico organizzato ha anche connotati molto più prosaici. Ad esempio, per associarsi alla Chiesa di Satana la procedura è il riempimento di un forum di richiesta di adesione addirittura rinvenibile sul Web.

La principale differenza che dobbiamo tenere presente, quando si parla di culto delle sette sataniche, è quella tra satanismo organizzato e disorganizzato. Si definisce “organizzato” il satanismo dotato di una struttura e coerenza dottrinale, i cui rituali sono definiti da una qualche tradizione, i cui capi e le cui sedi sono identificabili. Paradossalmente, però, è più preoccupante il satanismo “improvvisato” dai ragazzi. Vandalismo, incendi, profanazione di tombe, mutilazioni di animali e così via sono azioni frequenti in chi coniughi personalità antisociale, desiderio di onnipotenza e ribellione adolescenziale. Inoltre, non è corretto, fare un’associazione diretta tra satanismo “organizzato” e atti di violenza estremi: il caso della suora uccisa a Chiavenna nel 2000 da tre ragazzine così come quello degli omicidi avvenuti nel Varesotto per mano delle “Bestie di Satana” sono stati il cattivo frutto di una patologia sociale e individuale “nobilitata” dal culto di Satana, ma non da esso innescata.

Non esiste un unico profilo dell’adolescente satanista. Al bisogno di appartenenza, di riconoscersi in simboli di gruppo, alla solitudine adolescenziale e al bisogno di trasgressioni comuni a quell'età può affiancarsi un desiderio di onnipotenza e di rivalsa dalla frustrazione. Tratti definibili come “schizoidi” o “antisociali” possono giocare un ruolo estremamente importante.

Quello che deve spaventare maggiormente è il carattere di segretezza che caratterizza e riveste tali sette, poiché l’impossibilità di registrarne gli osceni fenomeni criminosi ci introduce nel problema del numero oscuro, l’impossibilità, cioè, da parte delle Forze dell’Ordine, di conoscere e rilevare statisticamente il fenomeno delittuoso in esame e, quindi, adottare quelle adeguate metodologie investigative necessarie sia dal punto di vista preventivo, che repressivo.

© Riproduzione riservata

Nessun commento ancora

Lascia un commento