Omicidio Lettieri: una terza persona sulla scena del crimine

Di Cristina Casella

 

Proseguono le indagini inerenti l’omicidio di Antonella Lettieri, la giovane commessa di Cirò Marina uccisa barbaramente la sera dello scorso 8 marzo. Al momento l’unico indagato per il delitto è Salvatore Fuscaldo, bracciante agricolo 50enne e vicino di casa della donna. Sull'uomo, attualmente in carcere, pendono gravi indizi.

Antonella, che aveva compiuto 42 anni il giorno prima di essere massacrata, è stata ritrovata in una pozza di sangue all'interno della sua abitazione. L’allarme è scattato il giorno seguente, quando non si è presentata a lavoro. La giovane donna faceva la commessa in un piccolo negozio di alimentari gestito dalla sorella gemella e dal cognato.

Antonella, quella mattina, non si vedeva arrivare, né  tanto meno rispondeva al telefono. Così, preoccupati, i familiari si sono precipitati a casa sua per controllare che non le fosse accaduto nulla. Sarà Luigi, il cognato, a trovarla riversa in terra, esanime. Sul corpo sono da subito evidenti i segni di una inaudita ferocia. L’assassino le ha sferrato dapprima un violento colpo alla testa, per poi concludere l’azione omicidiaria con numerosi colpi di fendente.

Un vero e proprio accanimento, tipico dei delitti d’impeto. Antonella aveva addosso ancora il giubbotto, segno - questo - che era appena rientrata dal lavoro. Non aveva avuto neppure il tempo di sistemare la spesa, ritrovata in alcune buste accanto al corpo. L’appartamento è stato messo completamente a soqquadro. L’intenzione dell’assassino, con molta probabilità, era quella di depistare le indagini inscenando un tentativo di furto finito male.

E se non fosse così? Chi ha commesso il crimine stava forse cercando qualcosa?

Le indagini hanno subito condotto ai vicini di casa che Antonella frequentava assiduamente, Salvatore Fuscaldo e la moglie Caterina Avena. Non è chiaro se il movente sia di natura economica o passionale. I tre si vedevano tutti i giorni. Un’amicizia, la loro, consolidata anche dalla solitudine di Antonella. La donna, infatti, dopo la morte del padre si era ritrovata a vivere da sola. E così, in quei vicini gentili e servizievoli, pareva aver trovato un nuovo punto di riferimento.

Qualcosa, però, nell'ultimo periodo ha cambiato quel rapporto amichevole. Il sospetto degli inquirenti è che Fuscaldo si fosse invaghito di Antonella, ma la giovane 42enne negli ultimi tempi veniva corteggiata anche da un suo coetaneo.

È stata dunque la gelosia ad aver spinto Salvatore Fuscaldo a compiere l’efferato gesto?

Ricordiamo che l’uomo era anche custode di alcune somme di danaro che Antonella gli aveva affidato, sentendosi più sicura se fossero state in un luogo diverso dalla propria abitazione.

Può, una eventuale richiesta della donna di avere indietro i suoi soldi, aver scatenato la furia omicida del bracciante agricolo?

In caso affermativo, qual è il ruolo della coniuge, Caterina Avena?

Ad incastrare il 50enne è una traccia ematica rinvenuta sulla sua Alfa 156. La scena del crimine, però, racconta anche la presenza di una terza persona. I Ris, durante i vari sopralluoghi, hanno rinvenuto un capello che non appartiene né alla vittima e né al suo presunto assassino, Fuscaldo.

Il reperto pilifero, essendo privo di bulbo, non potrà portare all'identificazione del soggetto di appartenenza. L’unica certezza è che qualcuno abbia ripulito l’appartamento subito dopo l’omicidio. Il passaggio che guida verso l’uscita da casa di Antonella, infatti, è risultato misteriosamente pulito.

Qualcuno, forse una persona vicina alla famiglia Fuscaldo, può aver aiutato il presunto assassino a cancellare delle prove dalla scena del crimine. Il caso, quindi, è tutt'altro che risolto.

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