Modalità operative della Criminalità nella gestione dell’Immigrazione clandestina

Di Nunzia Procida

 

La struttura organizzativa degli attori coinvolti nell'immigrazione clandestina, pur presentandosi particolarmente ampia e diversificata, è formata da gruppi specifici con caratteristiche differenti:

"la complessità organizzativa e la diversificazione funzionale interna a ciascun sodalizio, le risorse messe in campo relativamente alla capacità di pianificare l’intero viaggio del migrante - dal luogo di origine a quello di destinazione - e, infine, la possibilità di gestire le attività connesse all'immigrazione entro un reticolo più ampio di affari." [1]

Grazie a questa diversificazione, possiamo individuare tre diversi gruppi.

Il primo è rappresentato dalle cosiddette organizzazioni etniche, così denominate in ragione della loro capacità di progettare e controllare l’intero processo migratorio dai luoghi di origine a quelli di destinazione. Presentano il maggior grado di organizzazione interna e di centralizzazione delle decisioni: gestiscono il trasferimento e lo sfruttamento di connazionali nell'accattonaggio, nella bassa manovalanza criminale, nella prostituzione, nel lavoro nero. Queste consorterie offrono i propri servizi ai connazionali e, grazie ai collegamenti esistenti con i referenti attivi nei territori di partenza e nei paesi di destinazione, garantiscono il controllo sull'intero processo migratorio senza partecipare a nessuna fase del trasporto. Qualora siano inserite entro un più vasto reticolo di attività criminali, tali organizzazioni sono quasi sempre costituite da gruppi consolidati di criminalità organizzata, come ad esempio le Triadi cinesi e la Yakuza giapponese.

Il secondo tipo di attori criminali rientra nelle cosiddette organizzazioni di medio livello, che gestiscono il viaggio migratorio vero e proprio – anche a seconda della maggiore o minore vicinanza rispetto ai territori di ingresso nel paese o nell'area prescelti (si pensi, ad esempio, ai gruppi attivi in prossimità dell’area Schengen) – e una serie di compiti specifici: disposizioni dei documenti, scelta e modalità dei punti di ingresso. Diversamente da quelli appartenenti al gruppo precedente, queste possiedono un’ottima conoscenza del territorio in cui operano.

Il terzo tipo di gruppo criminale, infine, si caratterizza per la minore o quasi inesistente dimensione organizzativa e il ridotto numero di soggetti coinvolti. Si tratta di individui che si incaricano di ricevere e smistare materialmente i clandestini, accompagnarli al di là del confine tra due Stati o di accoglierli e condurli nei punti di raccolta quando giungono nel paese di destinazione.

Sin da questa breve panoramica, risulta evidente come le organizzazioni che gestiscono il percorso da paesi remoti debbano affidarsi a interlocutori locali. Le stesse consorterie di “medio livello” possono ricorrere, invece, a piccoli gruppi di individui che si occupino di missioni specifiche per tratti relativamente brevi. Esiste quindi una collaborazione tra i tre diversi attori criminali, che si vedono valorizzare ciascuno delle competenze, seppur in un sistema gerarchico di profitti differente.

Ne La relazione sul traffico degli esseri umani della Commissione parlamentare antimafia (5 dicembre 2000) si legge:

"le organizzazioni etniche né partecipano alla fase del trasporto dei clandestini né a quella successiva del loro attraversamento del confine. Dopo averli reclutati, debitamente ‘istruiti’ e avviati alla partenza del viaggio, gli emissari di queste organizzazioni riprendono i clandestini nel territorio di destinazione, li consegnano ai ‘parenti’ ovvero ai loro ‘padroni’, ricevendo in cambio la quantità di denaro pari al prezzo stabilito anticipatamente."

Proprio grazie al radicamento all'interno delle comunità di connazionali dislocate nei vari Stati, le organizzazioni sono in grado di gestire il traffico di clandestini dai paesi remoti fino al paese di destinazione. Durante le varie fasi del viaggio, i clandestini trovano alloggio presso i ristoranti, le imprese, le abitazioni di connazionali che, in cambio di un compenso, li ospitano.

"Nonostante in alcuni casi vengano attribuiti compiti di vario tipo, in genere di secondo ordine, anche a individui di altra nazionalità, l’ideazione e l’organizzazione dell’intera operazione poggiano sugli appartenenti alla medesima comunità etnica presenti nei diversi punti di snodo del traffico." [2] 

Un’altra figura che talvolta interviene, a seconda del tipo di accordo pattuito con l’immigrato clandestino, è quella del basista; quest’ultimo ha il compito di accertarsi che il viaggio sia riuscito, di raccogliere gli immigrati nel luogo di approdo e portarli presso luoghi non sorvegliati dalla polizia locale.

In conclusione, la specializzazione dei diversi gruppi varia in funzione del livello occupato e del ruolo rivestito: la fluidità dei ruoli si registra, in particolar modo, nel traffico di donne destinate allo sfruttamento sessuale.

 

[1] S. Becucci, M. Massari, Globalizzazione e criminalità, Laterza 2003.

[2] Ivi

© Riproduzione riservata


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1 Risposta

  1. Si ma le organizzazioni tremano perché qui mica si dorme: le prefetture indagano. le autorità auspicano. la Polizia ha le mani legate, il Papa prega. il Parlamento studia la situazione. Si, il razzismo aumenta e la miseria dilaga ma Confindustria e Caritas hanno il loro piano umanitario mentre i partiti prendono posizione e visto che il fenomeno è EPOCALE, state certi ci penserà la Provvidenza a che duri il più possibile, perché per molti è’ una grande occasione di arricchimento. Culturale, s’intende. E poi fa crescere il pil.

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