Strage di Erba, valutazione Comunicazione Non Verbale in ambito Criminalistico

Di Vittorio Mangiameli


Si analizzano le dichiarazioni rilasciate da Olindo Romano, autore insieme alla moglie Rosa Bazzi della “Strage di Erba”, durante il processo in Corte d'Assise del 2008.

Le immagini sono estrapolate dalla trasmissione “Un giorno in Pretura” visualizzabile al link seguente:

"Un giorno in pretura - Strage di Erba"

Per iniziare, si presenta la base con cui comparare le successive variazioni della fenomenologia del volto del soggetto. In questo caso non vi è una totale assenza di AUs (Action Units) dato che è apprezzabile una minima contaminazione determinata dall’apertura delle labbra e da un leggerissimo abbassamento della mandibola (AU 25+26). Per ogni frame analizzato si consiglia vivamente di osservare il movimento nel suo “divenire”, utilizzando il link al video originale precedentemente fornito.

olindo base

Fig. 1 - Base comparativa Olindo Romano (25A+26A)

“Non abbiamo ucciso nessuno noi”. Queste le parole che fanno da sfondo alla figura 2. Attraverso il suo comportamento non verbale, Olindo comunica esattamente l’opposto. In particolare, si assiste al fenomeno della warm chair, cioè il soggetto cambia la propria postura in relazione a un momento particolarmente stressante. Peccato che la finalità reale sia quella di nascondersi dietro la spalla sinistra per mettere in atto l’unità di azione 12, un bel sorriso pronunciato totalmente incoerente con una dichiarazione di innocenza. L’AU 12, in questo caso, è configurabile come il classico piacere della beffa ekmaniano, puro godimento derivante dall’ingannare il proprio interlocutore.

Fig 2

Fig. 2 - Min: 00:20:57.160

Il soggetto nella figura 3 continua a lottare con se stesso per cercare di nascondere il proprio piacere nell’ingannare il pubblico. Infatti, utilizza la contrazione del muscolo buccinatore per mettere in atto l’AU 14 ed evidenziare delle fossette ai lati della bocca, camuffando in questo modo il sorriso succitato, sebbene con scarsi risultati. In più possiamo notare la totale assenza del blocco di AUs 1+4 tipico della tristezza (avvicinamento e innalzamento della parte interna delle sopracciglia) in un momento in cui il soggetto ha la voce rotta da un principio di pianto. La stessa voce tremante che scompare miracolosamente e in maniera del tutto inverosimile un attimo dopo, tornando alla normalità.

Fig.3

Fig. 3 - Min: 00:20:58.560

Il vano tentativo di Olindo per controbilanciare l’AU 12 continua mettendo in atto l’AU 15. Il soggetto contrae i muscoli triangolari della bocca per abbassare gli angoli della stessa, ottenendo così un compromesso facciale tra le due AUs. Di conseguenza le labbra risultano essere tese e dalla forma del tutto inusuale (Fig. 4).

Fig.4

Fig. 4 - Min. 00:20:58.960

“Vorremmo esprimere, io e Rosa, il nostro più sincero dispiacere per le persone che sono morte, che ci hanno lasciato quella sera, per i loro familiari e per tutti quelli che gli volevano e gli vogliono ancora bene”.
Olindo Romano, citando queste parole, mette in atto una complessa risposta non verbale. Nella figura 5 sono evidenti una forte instabilità posturale, la testa all’indietro, il blocco degli occhi (occhi chiusi, AU 43 E) e, successivamente, un intensificarsi del Blink Rate, cioè del battito palpebrale. Il soggetto, quindi, mostra un notevole grado di stress (modifiche posturali e aumento del Blink Rate), intende distanziarsi da ciò che sta affermando verbalmente allontanando idealmente il proprio corpo dalle proprie parole (testa all'indietro) e “non guardando” ciò che sta dichiarando (blocco degli occhi). Tutti “sintomi” di grave incoerenza comunicativa.

Fig.5

Fig. 5 - Min: 01:04:07.920

Nella figura 6 Olindo, inoltre, parlando del proprio “sincero dispiacere”, mostra altri due Red Flags (segni di incoerenza comunicativa). Prima scuote la testa negando attraverso il proprio linguaggio del corpo ciò che ha asserito verbalmente e dopo mette in atto l’AU10 (innalzamento del labbro superiore per mezzo della contrazione del muscolo elevatore del labbro superiore e del Caput Infraorbitalis) tipica del disgusto, un’emozione assolutamente inadeguata a questo contesto comunicativo.

Fig.6

Fig. 6 - Min: 01:04:11.880

Al termine del discorso il Romano mostra istantaneamente l’onnipresente AU 12 fissando lo sguardo in un punto preciso, quasi a voler controllare la propria risposta fenomenologica (Fig. 7). Lo sguardo fisso può anche essere messo in relazione a un consistente sforzo mnemonico.

Fig.7

Fig. 7 - Min: 01:04:26.760

Da questa rapida analisi sono emerse un gran numero di incoerenze tra il piano verbale e quello non verbale di comunicazione. Le parole di Olindo Romano non sono mai state suffragate dalla giusta reazione non verbale che, al contrario, ha evidenziato nel soggetto una totale volontà mistificatoria malcelata attraverso l’utilizzo di un’ improvvisata strategia comportamentale.

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