Zodiac, il Killer dello Zodiaco

Di Lara Vanni 






“I'm not sick, I am insane, but thet will not stop the game”

“Io non sono malato, io sono pazzo, ma questo non fermerà il gioco”

Queste sono le parole del Killer dello Zodiaco, che terrorizzò la città di San Francisco dal 1966 al 1970: gli omicidi accertati furono 5, ma ne vennero ipotizzati ben 37.

L'identità di Zodiac rimane, ancora oggi, sconosciuta.

La sua prima vittima fu Cheri Jo Bates, una giovane studentessa del Riverside City College: la sera del 30 ottobre 1966, mentre la ragazza studiava nella biblioteca del campus, qualcuno manomise la sua auto. Quando la ragazza cercò di far ripartire l'auto, un uomo le si avvicinò e la trascinò dietro ad alcuni cespugli. La ragazza venne presa a calci in testa, accoltellata due volte al petto e alla gola, quasi da decapitata. Pochi giorni dopo, la polizia ricevette una lettera che riportava i raccapriccianti dettagli dell'omicidio, che solo l'assassino avrebbe potuto conoscere.

“She was young and beautiful, but now she is battered and dead...”

“She is not the first and she will not be the last”

Nelle lettere successive l'assassino cominciò a firmarsi Zodiac, utilizzando un simbolo: un cerchio con una croce.

Dalla prima lettera, passarono 18 mesi e Zodiac colpì ancora: il 20 dicembre 1968, una giovane coppia, David Faraday (17 anni) e Bettilou Jensen (16 anni), si stava dirigendo verso un punto panoramico da dove si poteva vedere Vallejo. Mentre si stavano baciando in macchina, una torcia elettrica li abbagliò e la portiera lato guidatore venne forzata ed aperta: David venne colpito da distanza ravvicinata alla testa, mentre Bettilou riuscì a fuggire fuori dall'auto, facendo pochi passi prima di essere colpita da cinque colpi di arma da fuoco alla schiena. David era ancora vivo quando la polizia raggiunse la scena del crimine e riuscì a raccontare solo alcuni dettagli di quell'aggressione. Poco dopo l'arrivo in ospedale, il giovane morì. Anche in questo caso, non ci furono testimoni e le vittime non erano state derubate.

Dopo sei mesi, a Blue Rock Spring, Zodiac tornò a colpire il 4 luglio 1969. Darlene Ferrin (22 anni) aveva tradito diverse volte il marito e quella sera aveva un appuntamento con Michael Mageau (19 anni). Mentre si dirigevano verso il punto panoramico, non si resero conto che erano seguiti da un'altra auto che parcheggiò poco distante. Il ragazzo si innervosì, ma Darlene lo rassicurò dicendo di conoscere il guidatore in quanto era un suo ammiratore che frequentava il locale dove lavorava. Stessa dinamica: i due furono illuminati da un forte fascio di luce e vennero raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco. Darlene venne colpita nove volte. Michael, invece, venne colpito al collo, il colpo gli frantumò la mascella, ma sopravvisse e fu in grado di fornire una descrizione del killer.

A circa un'ora dall'aggressione, un uomo chiamò da un telefono pubblico al dipartimento di polizia di Vallejo:

Voglio segnalare un duplice omicidio: se andate ad un miglio ad est della Columbus Parkway, troverete dei bambini in un'automobile marrone: sono stati uccisi con una 9 mm, con la quale ho ucciso anche quei ragazzi l'anno scorso. Arrivederci”.

Dopo questo episodio, i sospetti caddero sul marito di Darlene Ferrin, ma subito si scoprì che aveva un alibi solido. La polizia non aveva alcuna prova che potesse collegare gli ultimi due omicidi. In questo periodo, Zodiac cominciò a scrivere lettere, contenenti i dettagli dei suoi crimini, ai tre giornali locali: Vallejo Times Herald, San Francisco Chronicle e San Francisco Examiner. In esse, Zodiac rivendicava la responsabilità dei tre omicidi. L'assassino misterioso chiedeva la pubblicazione di quelle lettere, che erano dei crittogrammi, pena l'omicidio di altre persone.

Una delle lettere

Qualche giorno dopo la pubblicazione, Donald e Bettye Harden riuscirono a risolvere il crittogramma:

Mi piace uccidere le persone perché è molto divertente, è più divertente di uccidere animali selvaggi nella foresta perché l'uomo è l'animale più pericoloso. Uccidere qualcosa è un'esperienza eccitantissima per me, è persino migliore di venire con una ragazza. La parte migliore è che quando muoio rinascerò in paradiso e tutti quelli che avrò ucciso diventeranno miei schiavi. Non vi darò il mio nome, perché cerchereste di rallentare o fermare la mia collezione di schiavi per la mia seconda vita. Ebeorietemethhpiti”.

(il significato dell'ultima parola non venne mai chiarito)

Gli intervalli tra gli omicidi cominciarono ad essere sempre più brevi. Due mesi dopo, infatti, il 27 settembre 1969, Brian Hartnel e Cecilia Shepard, due studenti, stavano facendo un pic-nic sulle rive di un lago nella Napa County (California), quando un uomo alto, che indossava un mantello ed un cappuccio neri, si avvicinò con una pistola semiautomatica: li legò, li fece stendere a faccia in giù e cominciò ad accoltellarli sulla schiena. Poco dopo, un uomo telefonò all'ufficio dello sceriffo della contea, dicendo che era stato lui a commettere quell'aggressione. La polizia, sulla scena del crimine, notò, sulla portiera della macchina delle due vittime, il simbolo di Zodiac e le date dei precedenti omicidi. Il ragazzo sopravvisse.

Due settimane più tardi, un tassista, Paul Stain, venne ucciso con una pistola 9 mm e, tre giorni dopo, il San Francisco Chronicle ricevette una lettera da parte di Zodiac, che rivendicava quell'omicidio.

Il 22 marzo 1970,  Kathleen Jones e sua figlia di 10 anni vennero fermate per strada da un uomo che gli segnalò che le ruote posteriori dell'auto con cui stavano viaggiando erano a terra. Si offrì di dare un passaggio alle due fino alla stazione di servizio più vicina. Ma non vi arrivarono mai: l'uomo prese un'altra strada, rispetto a quella che portava alla stazione di servizio, ma la donna ebbe la prontezza di afferrare sua figlia e di fuggire alla stazione di polizia. Fornì un preciso identikit, riconoscendo l'uomo in un poster appeso alla parete della stazione di polizia.

Le vittime di Zodiac

La polizia ed i giornali continuarono a ricevere lettere: alcune contenevano biglietti di auguri, mentre altre contenevano altri messaggi cifrati. Molte di quelle missive furono considerate false e da quel momento nessun altro omicidio venne collegato a Zodiac. L'ultima lettera, considerata autentica, arrivò il 25 aprile 1978.

Ad oggi quello del Killer dello Zodiaco resta un caso irrisolto. Venne archiviato come “inattivo” nell'aprile del 2004, fu riaperto nel marzo del 2007.

Nel 2014 venne pubblicato il libro dal titolo “The most dangerous animal of all”, nel quale l'autore, Gary L. Steward, affermava che il padre biologico era proprio Zodiac: sosteneva di essere stato abbandonato da bambino e, in seguito, adottato. L'uomo in questione, ora deceduto, venne identificato in Earl Van Best Jr., ma nessuna prova concreta lo ha mai collegato agli omicidi commessi.

© Riproduzione riservata

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Inline
Inline